Criminal Minds: gli episodi ispirati a crimini reali e veri serial killer della sesta stagione | Parte II

Nastro che delimita la scena del crimine simbolo dei casi reali legati a veri serial killer che ispirano gli episodi di Criminal Minds nella prima, seconda, terza, quarta, quinta, sesta, settima, ottava, nona, decima, undicesima, dodicesima, tredicesima, quattordicesima e quindicesima stagione parte uno, parte due e parte tre.

Foto di Hiroshi Kimura su Unsplash. Immagine modificata da Fiabe Noir (filtro tinta unita verde).

Le storie portate sul piccolo schermo da Criminal Minds fanno riferimento a casi reali: chi sono i serial killer che hanno ispirato gli episodi della quinta stagione?

La sesta stagione di Criminal Minds è composta una ricca galleria di storie oscure: quasi tutte provengono dagli archivi di cronaca nera custoditi presso l’FBI. Gli episodi della famosa serie tv guardano alla realtà, trasformando casi di omicidi reali in racconti carichi di tensione per la televisione. Esaminiamo i casi che hanno influenzato la scrittura degli episodi nella quarta stagione con la parte due dell’articolo ad essa dedicato. Quali crimini veri hanno ispirato i serial killer ai quali la squadra della BAU dà la caccia?

 

 

Criminal Minds sesta stagione: episodi ispirati a crimini veri | Parte due

1. Una storia complessa (S06 E11): l’influente uomo d’affari James Stanworth

L’undicesimo episodio della sesta stagione di Criminal Minds intitolato Una storia complessa vede la BAU indagare sul caso di James “Jim” Stanworth, accusato di aver ucciso una famiglia durante un’invasione domestica. Il profilo dell’SI rimanda a quello di un assassino psicopatico. Le indagini rivelano dinamiche familiari intricate e un percorso criminale lungo e frammentato. Tuttavia, la squadra scopre che Stanwoth, uomo d’affari influente dal temperamento autoritario e in corsa per il Congresso, ha incastrato Donald Sanderson per l’omicidio della sua famiglia. Ha ucciso la moglie la figlia dell’uomo dopo aver fatto irruzione nella loro abitazione.

Il caso ricorda quello di Jeffrey MacDonald. Sia MacDonald che Sanderson, infatti, sono stati accusati di aver ucciso moglie e figli a coltellate, cercando di simulare ferite per apparire innocenti e accusare gruppi esterni. L’unica differenza, tuttavia, sta nell’effettiva innocenza del personaggio di Criminal Minds mentre MacDonald viene ritenuto generalmente colpevole dei crimini per i quali è stato condannato.

Elementi del caso richiamano anche O.J. Simpson, per l’omicidio violento della moglie durante un’invasione domestica, il processo e l’acquisizione di prove contro lo stesso sospettato, con successivo coinvolgimento di potenziali serial killer nell’area.  Altre analogie emergono con Robert Durst. Sia Stanworth che Durst sono uomini facoltosi sospettati di omicidi, con interruzioni pluridecennali tra i delitti, complicità femminili, e condanne legate all’uccisione di accompagnatrici decenni dopo. Infine, il profilo di Stanworth ricorda Bernard Madoff per la sua influenza economica e l’impatto devastante delle sue azioni, culminando in tragedie familiari legate ai suoi crimini.

 

2. La forza del cuore (S06 E12): gli omicidi rituali di Hollis Walker Jr.

Nell’episodio dodici della sesta stagione di Criminal Minds, La forza del cuore, la BAU indaga su una serie di omicidi commessi nel Sud degli Stati Uniti. Le vittime vengono colpite in contesti domestici o all’aperto, con intrusioni notturne e violenze improvvise. Il serial killer Hollis Walker Jr. adotta un modus operandi variabile e una progressione di brutalità che accompagna il susseguirsi dei delitti. Le uccisioni vengono praticate con armi diverse come lame, armi da fuoco e oggetti contundenti. Ad esse, seguono mutilazioni post mortem. Sulla scena del crimine, poi, emergono prove evidenti di una correlazione tra gli omicidi ed elementi religiosi.

Il profilo di Walker richiama il cosiddetto Servant Girl Annihilator, un serial killer mai identificato né catturato che era attivo nella parte meridionale degli Stati Uniti. Sceglieva vittime di colore che attaccava in casa e mutilava. I suoi omicidi presentavano elementi rituali. Sono evidenti, poi, analogie anche con Richard Ramirez, per l’origine familiare mista, l’uso di simbolismi religiosi e le uccisioni commesse all’interno delle abitazioni. Alcune dinamiche ricordano Danny Rolling: in particolare l’infanzia segnata da abusi, l’attività in Florida, l’uso di armi bianche e l’aumento della violenza, fino alla decapitazione e alla messa in scena dei corpi. Altri dettagli, infine, rimandano ad Adolfo de Jesús Constanzo, per l’impiego di pratiche rituali legate a Voodoo, Santeria e Palo Mayombe, e per un metodo non uniforme che include smembramenti e colpi d’arma da fuoco.

 

3. Il tredicesimo passo (S06 E13): una coppia alla Bonnie e Clyde

Ne Il tredicesimo passo, episodio tredici della sesta stagione di Criminal Minds, la BAU indaga su Ray Donovan e Sidney Manning, una coppia di criminali responsabile di rapine e omicidi seriali. I due amanti prendono di mira stazioni di servizio e altri esercizi commerciali, armati di pistole e fucili.

La dinamica della coppia richiama Bonnie Parker e Clyde Barrow. In entrambi i casi, si assiste alla combinazione tra furti e omicidi e ad aggressioni che culminano in scontri a fuoco. Nella serie tv, tuttavia, Manning non viene uccisa dai proiettili delle autorità ma viene strangolata da Donovan.

La coppia di Criminal Minds ricorda anche Charles Starkweather e Caril Ann Fugate: amanti coinvolti in spree killing, uccisioni per lo più con armi da fuoco e perdite di membri del team. I delitti di Donovan e Manning si svolgono principalmente in North Dakota e Montana, vicino al Nebraska, area in cui Starkweather e Fugate operavano. L’episodio trae anche ispirazione dal film Natural Born Killers di Oliver Stone, a sua volta ispirato da Starkweather e Fugate.

Un ulteriore riferimento riguarda Raymond Lee Stewart, sempre coinvolto in spree killing e rapine che hanno avuto luogo in almeno due Stati e i cui target erano negozi o stazioni di servizio. Anche le esperienze traumatiche dell’infanzia richiamano la storia di Stewart. La narrazione dell’episodio segue l’indagine della BAU, ricostruendo rapine, omicidi e l’intervento finale delle forze dell’ordine.

 

4. Il prezzo del cambiamento (S06 E15): la “salvattrice” Jane Gould

L’episodio quindici della sesta stagione di Criminal Minds, Il prezzo del cambiamento, segue la BAU mentre indaga su Jane Gould. La donna, autolesionista e potenziale serial killer, è coinvolta in omicidi e tentati omicidi all’interno della sua comunità. Gould prende di mira pazienti adulte in ospedali psichiatrici, seguendo schemi di persecuzione e aggressione che combaciano con lo stalking.

Il suo profilo richiama Joe Clark. Entrambi hanno preso di mira vittime dello stesso sesso, hanno tenuto alcune vittime prigioniere per lunghi periodi e hanno inflitto gravi lesioni a gambe o piedi. Sia nel caso reale che in quello fittizio, una sopravvissuta è riuscita a sfuggire, permettendo l’intervento della polizia anche se i responsabili hanno negato ogni responsabilità.

Jane Gould mostra analogie anche con Genene Jones. Entrambe sono state adottate da piccole, manifestano il bisogno di essere sempre al centro dell’attenzione, si inseriscono attivamente nella cura dei pazienti e hanno almeno due vittime confermate. Jones, però, fu condannata per un solo omicidio quando la sua attività criminale venne scoperta.

Il caso di Gould richiama infine Kristen Gilbert. Si autoinfliggevano lesioni per attirare attenzione, agivano in strutture sanitarie, avevano scoppi di violenza acuta e sceglievano vittime con problemi per poter incarnare il ruolo della “salvatrice”. L’episodio segue le indagini della BAU, ricostruendo le aggressioni, le dinamiche ospedaliere e le modalità di arresto, offrendo una visione dettagliata del modus operandi di Gould e delle connessioni con casi reali di killer donna.

 

5. Note dal profondo (S06 E16): la disperazione di Bill Thomas

Nell’episodio sedici della sesta stagione di Criminal Minds, Note dal profondo, la BAU indaga su Bill Thomas, un uomo coinvolto in rapimenti e omicidi di coppie. Thomas obbliga le vittime a guidare sotto la sua coercizione e le costringe a prelevare somme di denaro consistenti. Poi, le uccide a colpi di arma da fuoco. Le sue azioni scatenano una caccia all’uomo su scala nazionale che richiede l’intervento dell’FBI.

Il profilo di Thomas mostra somiglianze con Thomas Knight. Entrambi hanno preso di mira coppie, hanno tenuto le vittime prigioniere, hanno ordinato loro di ritirare ingenti somme e infine le hanno uccise.

Si notano analogie anche con il caso di Sidney Reso, rapito e ucciso da Arthur e Irene Seale. Sia Thomas sia i Seale hanno agito sotto pressioni economiche, senza precedenti penali o intenzione iniziale di omicidio. In entrambe le vicende, la morte delle vittime deriva dall’assenza di cure durante la detenzione. Tuttavia, mentre i Seale giustificarono il crimine come vendetta per l’incidente della Exxon Valdez, Thomas era realmente coinvolto nelle conseguenze di un disastro petrolifero.

L’episodio ricostruisce la dinamica dei rapimenti, l’intervento delle autorità e le modalità di coercizione, evidenziando le connessioni tra il modus operandi di Thomas e i casi criminali reali che hanno ispirato la trama.

 

6. Con amici come questi… (S06 E19): il mondo capovolto di Ben Foster

Con amici come questi… è l’episodio diciannove della sesta stagione di Criminal Minds. La BAU indaga su Ben Foster, un killer con disturbi mentali che prende di mira vittime casuali sia all’aperto sia in spazi chiusi. Foster aggredisce le sue vittime con coltelli e altre armi, provocando almeno un triplice omicidio e colpendo anche anziani. La sua condotta mostra deliri religiosi e comportamenti che richiamano rituali, come la visita a un sacerdote per un esorcismo.

Il profilo di Foster presenta somiglianze con Herbert Mullin. Entrambi erano assassini seriali con deliri schizofrenici, avevano la stessa età all’inizio dei crimini, uccidevano con modalità violente e includevano vittime anziane. Tuttavia, a differenza di Mullin, Foster non uccide il prete durante la visita.

Foster, poi, ricorda Paul Michael Stephani per la provenienza da famiglie religiose, per la vittimologia non definita, per il rimorso provato per gli omicidi. Inoltre, hanno lasciato vivo almeno un sopravvissuto e presentano problemi di salute durante la custodia.

Si notano analogie anche con Billy Milligan per quanto riguarda disturbi mentali in età precoce, rapporti familiari problematici, istituzionalizzazioni e comportamenti osservati durante le valutazioni psichiatriche.

Infine, le allucinazioni di Foster e il gruppo che lo accompagna richiamano i Dnepropetrovsk Maniacs. Entrambe le formazioni prendono di mira vittime casuali, utilizzano violenza estrema e ne traggono profitto dagli oggetti delle vittime, generando inizialmente confusione sull’identità del colpevole.

 

7. Ombre del passato (S06 E21): il “Co-Ed Killer” Greg Phinney

Nell’episodio ventuno della sesta stagione di Criminal Minds, Ombre del passato, la BAU indaga su Greg Phinney, un serial killer che prende di mira studentesse universitarie come surrogato della figura materna. Phinney uccide le vittime con coltelli, compie azioni ritualistiche post-mortem e in un caso include violenza sessuale. Il suo comportamento riflette un forte legame problematico con il padre, deceduto dopo un nuovo matrimonio, e comportamenti violenti già nell’infanzia, come l’uccisione di animali.

Il profilo di Phinney ricorda Edmund Kemper. Entrambi sono serial killer attivi in California, con legami complicati con i genitori. Scelgono vittime femminili scelte come surrogati delle madri, effettuano rituali post-mortem e si distinguono per la presenza di elementi sessuali nei crimini. Phinney, inoltre, viene soprannominato dai media “The Co-Ed Killer”, proprio come Kemper.

Ci sono somiglianze anche con Richard Ramirez per la scelta di agire di notte, irrompere nelle abitazioni, indossare abbigliamento scuro e uccidere con coltelli.

Greg mostra analogie con Ted Bundy: serial killer organizzato, psicopatico, che ha scelto vittime femminili come surrogato di donne amate. Entrava di notte nelle case e incorporava elementi sessuali nei crimini.

Infine, alcune caratteristiche richiamano Danny Rolling. Entrambi hanno vissuto infanzie difficili, spiavano le donne, avevano precedenti penali per reati minori, prendevano di mira studentesse brune, irrompevano negli appartamenti e uccidevano con coltelli. L’episodio accenna anche a riferimenti cinematografici a Ghostface, ispirato proprio da Rolling.

 

8. Alla ricerca di Rose (S06 E22): la caccia di Robert Bremmer

In Alla ricerca di Rose, ventiduesimo episodio della sesta stagione di Criminal Minds, la BAU indaga su Robert Bremmer. L’uomo è sospettato di aver rapito e ucciso più donne locali. Bremmer tiene le vittime in cattività, le stupra e le tortura prima di seppellirle in aree isolate della natura selvaggia.

Il comportamento di Bremmer presenta somiglianze con quello di Robert Hansen. I killer condividono lo stesso nome di battesimo e precedenti per reati sessuali. Hanno rapito donne locali, le hanno trattenute in cattività, stuprate, torturate e infine uccise, nascondendo i corpi in zone remote.

L’arresto di Bremmer avviene dopo che una delle vittime riesce a sfuggire, un elemento che richiama direttamente la cattura di Hansen. Anche se, nel caso di Bremmer, la vittima sopravvissuta muore successivamente.

L’episodio evidenzia la dinamica della caccia, la gestione delle prove e il lavoro investigativo della BAU per collegare rapimenti e omicidi seriali avvenuti in luoghi diversi. La trama segue l’indagine, le interazioni tra investigatori e sospetto e la ricostruzione degli eventi, senza allontanarsi dai fatti noti legati al comportamento criminale di Bremmer.

 

9. Il mare è grande (S06 E23): il caso Blake Wells

Nel finale di stagione, intitolato Il mare è grande, la BAU indaga su Blake Wells, sospettato di una lunga serie di omicidi multipli. Wells prende di mira donne, uomini e bambini, spesso lasciando i resti delle vittime lungo rive e coste, rendendo la localizzazione dei corpi centrale per le indagini.

Il comportamento di Wells mostra somiglianze con The Gilgo Beach Killer. Si tratta, infatti, di killer sono prolifici che lasciano i corpi delle vittime in zone costiere e sono stati indagati dall’FBI. Wells ricorda anche The Mad Butcher of Kingsbury Run, per la scelta di luoghi privati per commettere i delitti, l’uso di armi da taglio e la capacità anatomica necessaria per portare a termine i crimini.

Ulteriori analogie si riscontrano con Oba Chandler. I due killer sono stati attivi in Florida, hanno sviluppato traumi familiari durante l’infanzia e hanno ucciso alcune vittime in acqua, con successivo ritrovamento dei corpi sulle spiagge. Blake Wells condivide caratteristiche con Henry Lee Lucas, tra cui violenza familiare subita da bambino, vittime scelte in maniera apparentemente casuale in più Stati e false confessioni a scopo di attenzione.

L’episodio segue la BAU mentre collega le scene del crimine, analizza le tracce fisiche e psicologiche lasciate da Wells, e documenta il processo investigativo dalla scoperta dei corpi alla cattura del sospetto. La trama mostra la complessità della profilazione e dell’indagine su un killer multistatale con modus operandi diversificato.

 


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