Da decenni, cronaca nera e criminologia esaminano i meccanismi della violenza seriale concentrandosi su figura come i serial killer e sulla loro classificazione criminologica. Con il trascorrere del tempo e il progredire degli studi, elenchi e ricognizioni tematiche hanno offerto chiavi di lettura utili per interpretare schemi criminali ricorrenti, differenze e modalità operative senza ricorrere a spiegazioni deterministiche. La lista dei serial killer nati a febbraio aggiunge un’ulteriore sfumatura a questa fascinazione, spingendo a chiedersi se esista qualcosa di peculiare nelle persone nate in uno stesso periodo dell’anno. Dall’astrologia alla criminologia, molti si interrogano su possibili collegamenti tra il mese di nascita e tratti della personalità o comportamenti criminali.
Questo articolo raccoglie dieci profili di assassini e assassine seriale, selezionati per rilevanza storica, giudiziaria e investigativa. Il mese di nascita non viene considerato un fattore causale ma un criterio narrativo e comparativo per attraversare epoche, contesti geografici e tipologie di crimine. In questo modo, si vuole fornire una panoramica documentata che metta in relazione biografie criminali, dinamiche investigative e impatto mediatico, all’interno del percorso di analisi di Fiabe Noir dedicato allo studio della violenza seriale.
Serial killer nati a febbraio: dieci profili
1. Very Idham Henyansyah (1° febbraio 1978)
Il Macellaio di Jombang, Very Idham Henyansyah, è un serial killer omosessuale indonesiano nato il 1° febbraio 1978 a Jombang, Jawa Timur. Ha cominciato a uccidere le sue vittime, derubandole e mutilandole, tra il 2006 e il 2007. Secondo le ricostruzioni, aveva l’abitudine di compiere gli omicidi nella sua abitazione oppure a casa della vittima designata. Arrestato il 15 luglio 2008, è stato condannato a morte il 6 aprile 2009 dopo essere stato ritenuto colpevole di omicidio.
Tre giorni prima dell’arresto, il 12 luglio 2008, le autorità indonesiane recuperarono sette parti di un corpo umano distribuite in altrettante borse nascoste in luoghi situati nei pressi dello zoo di Ragunan, nel sud di Giacarta. Le indagini portarono rapidamente a Henyansyah che, interrogato, confessò di aver ucciso undici persone, tra le quali figurava anche una bambina di tre anni. Il serial killer rivelò di aver seppellito dieci vittime nel cortile della residenza dei suoi genitori mentre aveva macellato l’ultima per nasconderla allo zoo.
Nell’attesa di essere giustiziato da un plotone di esecuzione, Henyansyah si attribuì il soprannome di Killer Sorridente (The Smiling Killer) o di Serial Killer Cantante (Singing Serial Killer). Mentre era in prigione, infatti, ha registrato un album e ha scritto la sua autobiografia.
2. Enriqueta Martí (2 febbraio 1868)
La storia di Enriqueta Martí, meglio conosciuta come la “vampira” di Barcellona, tende spesso a caricarsi di elementi soprannaturali e a sfociare nella leggenda. Nata il 2 febbraio 1868 a Sant Feliu de Llobregat, in Catalogna, Martí è stata una serial killer spagnola accusata di aver rapito e ucciso dei bambini. Dai corpi delle vittime, poi, ricavava pozioni che vendeva a Barcellona.
Le prime vittime della vampira risalgono al 1900. Le uccisioni si sono protratte per oltre un decennio. Al momento dei suoi crimini, Martì viveva spesso con i bambini rapiti e lavorava come prostituta e curatrice. È stata arrestata il 27 febbraio 1912 ma non è mai stata condannata. Il 12 maggio 1913, durante la reclusione nella prigione Reina Amàlia di Barcellona in attesa di processo, un gruppo di detenute la aggredì e la linciò a morte.
Dopo l’arresto, le autorità spagnole perquisirono l’abitazione della serial killer, identificando i resti di dodici bambini. Si ritiene, tuttavia, che il numero reale di vittime sia superiore.
3. Mohammed Bijeh (7 febbraio 1982)
Divenuto noto come il Vampiro del deserto di Teheran o la Iena, Mohammed Bijeh è un serial killer e stupratore iraniano che ha assassinato almeno sedici ragazzi e adolescenti. Nato il 7 febbraio 1975 a Quchan, provincia di Razavi Khorasan, è cresciuto insieme ai suoi genitori, a sei fratelli e sei fratellastri. Sua madre, tuttavia, è morta quando aveva quattro anni.
La prima uccisione compiuta da Bijeh ha avuto luogo nel 2004. In quel periodo, viveva con il suo complice Ali Baghi (Ali Gholampour) a Teheran. Insieme al suo complice, stordiva le vittime colpendole alla testa con una pietra, poi abusava di loro e le seppelliva nei pressi di altre tombe per camuffare l’odore dei corpi in decomposizione. Inoltre, è stato appurato che commettesse atti di vampirismo e di necrofilia dopo aver compiuto gli omicidi.
Arrestato nel settembre 2004, il serial killer iraniano è stato condannato a morte per impiccagione il 14 ottobre dello stesso anno. In attesa dell’esecuzione, è stato trasferito in una prigione di Pakdasht, in Iran. Il 16 marzo 2005, è stato giustiziato dopo essere stato frustato un centinaio di volte in presenza di una folla sconvolta e indignata.
4. Robert Christian Hansen (15 febbraio 1939)
Robert Christian Hansen, soprannominato The Butcher Baker, è un serial killer americano nato il 15 febbraio 1939 a Esterville, Iowa. Figlio unico del fornaio Cristian Hansen e della casalinga Edna Hansen, pare fosse affetto da un difetto di pronuncia. Per questo motivo, durante gli anni scolastici, ha avuto problemi accademici, sociali e disciplinari ed è stato vittima di bullismo e prese in giro da parte dei coetanei. Era, inoltre, affetto da disturbo bipolare, un disturbo della personalità individuato spesso tra i serial killer.
Prima di cominciare a uccidere, Hansen aveva già commesso dei crimini e scontato una pena detentiva. La sua follia omicidiaria ha avuto inizio nel 1971. Rapiva sex worker per poi liberarle nella natura selvaggia dell’Alaska. In questo modo, dava loro l’illusione di potersi salvare mentre le cacciava come prede. Rapimento, stupro e tortura componevano la sua firma. Arrestato il 13 giugno 1983, il serial killer è stato condannato all’ergastolo all’inizio del 1984 e detenuto presso lo Spring Creek Correctional Center di Seward, Alaska. È morto il 21 agosto 2014 per cause naturali.
In considerazione dei resti umani scoperti, le autorità sospettano che abbia compiuto altri sei omicidi oltre ai quindici per i quali è stato condannato.
5. Gary Ridgway (18 febbraio 1949)
Conosciuto anche come The Green River Killer e The Riverman, Gary Leon Ridgway è un serial killer necrofilo americano nato il 18 febbraio 1949 a Salt Lake City, Utah. Secondo di tre figli, è stato cresciuto dai genitori Mary e Thomas Ridgway. Durante gli anni della formazione scolastica, ebbe problemi sociali, disciplinari e di apprendimento. Secondo le fonti ufficiali, aveva riportato un trauma cranico in età infantile oppure era nato con un difetto cerebrale.
Nel corso della sua vita, Ridgway si è sposato tre volte e, nel 1975, ha avuto un figlio, Matthew. Ognuno dei suoi matrimoni si è concluso con un divorzio.
Il killer di Green River ha dato inizio alla sua carriera omicidiaria nel 1982 e ha continuato a uccidere per quasi due decenni. Per compiere i suoi crimini, sceglieva vittime ad alto rischio, principalmente sex worker avvicinata lungo la Route 99, nel sud della contea di King, Washington. Nonostante non fumasse né masticasse gomme, Ridgway aveva l’abitudine di lasciare mozziconi di sigaretta e carte di gomma vicino ai corpi delle vittime per depistare le indagini. Spesso, per guadagnare la fiducia delle donne, mostrava la foto del figlio Matthew. Poi, quando rimaneva da solo con loro, le aggrediva a morte, le rapinava e commetteva atti di necrofilia.
Il 30 novembre 2001, all’età di 52 anni, è stato arrestato grazie al test del DNA. Al momento del suo arresto, il serial killer americano era sospettato di aver tolto la vita a oltre novanta vittime. Ha confessato settantuno uccisioni ma, in fase processuale, è stato condannato all’ergastolo per quarantanove omicidi. È detenuto presso il penitenziario dello Stato di Washington a Walla Walla.
6. Charles Edward Cullen (22 febbraio 1960)
Charles Edmund Cullen è un serial killer americano che ha lavorato a lungo come infermiere in svariati ospedali. Ha cambiato spesso luogo di lavoro poiché veniva continuamente licenziato per comportamento sospetto. Nato il 22 febbraio 1960 a West Orange, New Jersey, era ultimo di otto figli. Suo padre morì pochi mesi dopo la sua nascita mentre sua madre Florence scomparve nel 1977. Crescendo, completò il suo percorso di studi conseguendo il diploma e la laurea. Dopo aver divorziato nel 1993 dalla prima moglie Adrianne, dalla quale aveva avuto due figlie, non si è più risposato.
Prima di trasformarsi in un serial killer, Cullen aveva collezionato precedenti penali per reati minori e aveva sviluppato una dipendenza dall’alcol. Iniziò a uccidere le sue vittime poco più che ventenne. Arrestato nel dicembre 2003, l’assassino seriale ha confessato di aver assassinato quaranta pazienti anziani nel New Jersey tra il 1984 e il 2003. Il suo modus operandi consisteva nell’avvelenare i pazienti somministrando loro farmaci non prescritti. Nonostante la confessione, le autorità hanno ipotizzato che possa aver ucciso fino a 400 persone. Nel marzo 2006, è stato condannato a 18 ergastoli da scontare consecutivamente nella prigione statale del New Jersey a Trenton.
Il profilo di Cullen rientra nelle dinamiche tipiche dell’angelo della morte (o medical killer): operatori sanitari che uccidono o danneggiano pazienti affidati alle loro cure.
7. Francis Heaulme (25 febbraio 1959)
Il serial killer francese Francis Heaulme, noto come The Criminal Backpacker, è nato il 25 febbraio 1959 a Metz, comune della Mosella. Primo di due figli, crebbe con il padre Marcel Heaulme, elettricista industriale, con la madre Nicole Houillon, morta di cancro nel 1984, e con la sorella minore Christine. Stando alle fonti ufficiali, Heaulme ha la sindrome di Klinefelter, un’anomalia cromosomica maschile che prevede la presenza di un cromosoma X in più. In alcuni casi, può causare infertilità e dimensioni ridotte degli organi riproduttivi.
Avvezzo all’abuso di alcol e droghe, il serial killer francese è stato attivo per nove anni, tra il 1984 e il 1992. In questo arco temporale, ha strangolato, stuprato e ucciso le sue vittime spostandosi in tutta la Francia. La sua tendenza a spostarsi per il Paese rende possibile classificarlo come un serial killer itinerante.
Arrestato il 7 gennaio 1992, è stato condannato a scontare ventidue anni di carcere nel maggio 1997. Nel 2017, poi, la sentenza è stata modificata in ergastolo. Le vittime accertate di Heaulme sono undici ma le autorità francesi ipotizzano che possa aver ucciso fino a venti persone.
8. Pedro Pablo Nakada Ludeña (28 febbraio 1973)
Pedro Pablo Nakada Ludeña, conosciuto come l’apostolo della morte (El Apóstol de la Muerte), è un serial killer peruviano condannato per aver compiuto diciassette omicidi. Nato il 28 febbraio 1973 a Lima, capitale del Perù, è cresciuto insieme ai genitori e al fratello Vayron Jonathan. Suo padre era un alcolizzato mentre sua madre soffriva di un disturbo mentale non specificato.
Prima di cominciare a uccidere, Nakada Ludeña aveva già commesso altri reati e scontato una pena detentiva. La svolta verso l’omicidio seriale è avvenuta nel 2005. I suoi crimini sono stati interrotti dall’arresto avvenuto il 28 dicembre 2006. Al termine del processo, è stato condannato a 35 anni di reclusione per l’omicidio di diciassette persone. Alle autorità, tuttavia, il serial killer ha confessato di aver assassinato almeno venticinque vittime.
9. Aileen Wuornos (29 febbraio 1956)
Tra il 1989 e il 1990, Aileen Wuornos seminò morte lungo le strade della Florida, uccidendo sette uomini incontrati mentre faceva autostop. Le vittime di Aileen Wuornos – uomini comuni, padri, mariti, lavoratori – finirono nel mirino di quella che sarebbe stata indicata dai media americani come la “prima donna serial killer” degli Stati Uniti. Ogni delitto seguiva lo stesso schema: un incontro casuale, uno scambio di denaro o di favori, poi un colpo di pistola calibro .22 e la fuga con l’auto, gli oggetti o i soldi della vittima.
Nata Aileen Carol Pittman il 29 febbraio 1956 a Rochester, nella contea di Oakland, Michigan, Aileen Wuornos era l’ultima di due figli. Il padre biologico, Leo Dale Pittman, era un molestatore di minori che si è suicidato in prigione mentre la madre Diane la abbandonò quando era piccola. È stata cresciuta quindi dai nonni materni, entrambi alcolizzati, credendo che fossero i suoi genitori.
Da adolescente, la Wuornos aveva avuto un figlio concepito probabilmente a seguito di uno stupro, dato in adozione al momento della nascita. Era affetta, inoltre, da disturbo borderline della personalità e aveva sviluppato giovanissima una dipendenza da alcol e droghe.
La serial killer americana è stata arrestata il 9 gennaio 1991 ed è stata condannata a morte per iniezione letale nel 1992. La condanna è stata eseguita nel 2002 presso la Florida State Prison, Bradford County.
10. Richard Ramirez (29 febbraio 1960)
La breve panoramica di Fiabe Noir sui serial killer nati a febbraio si chiude con una delle figure più inquietanti e oscure del panorama criminale americano: Richard Ramirez. Ladro, stupratore e assassino seriale, il Night Stalker ha ucciso tredici persone a Los Angeles, in California, tra il 1984 e il 1985.
Nato il 29 febbraio 1960 a El Paso, Texas, Ramirez era l’ultimo di cinque figli. Suo padre Julian Ramirez era un ex poliziotto che lavorava come operaio sull’autostrada di Santa Fe. Credeva nelle punizioni corporali come metodo educativo. Sua madre, Mercedes, era invece operaia presso un produttore di stivali. Secondo le fonti ufficiali, Ramirez aveva subito un trauma cranico o era affetto da un difetto cerebrale e soffriva di epilessia. Sin dall’adolescenza, abusava di alcol e droghe, aveva commesso crimini e aveva scontato una pena detentiva.
Nel 1984, il Night Stalker ha cominciato a uccidere le sue vittime. In un arco temporale di due anni, ha assassinato tredici persone. È stato arrestato il 31 agosto 1985, dopo essere stato accerchiato da una folla infuriata. Il 20 settembre 1989, è stato condannato a morte. Detenuto presso il penitenziario di San Quentin, in California, è rimasto in attesa dell’esecuzione mediante camera a gas fino al 2013. Il 7 giugno, mentre era ancora nel braccio della morte, è deceduto per cause naturali.
Mese di nascita e violenza seriale: un criterio narrativo, non causale
Riunire serial killer nati nello stesso mese non significa attribuire al periodo di nascita un valore esplicativo o predittivo. In criminologia, non esistono evidenze scientifiche che colleghino il mese di nascita allo sviluppo della violenza seriale. In questo articolo, febbraio funziona come criterio narrativo e comparativo, utile per attraversare contesti storici, geografici e investigativi diversi senza forzature deterministiche.
L’analisi congiunta di questi profili mostra invece elementi ricorrenti ben documentati: infanzie disfunzionali, marginalità sociale, disturbi della personalità, fallimenti istituzionali e lunghi vuoti investigativi. Sono questi fattori, non il calendario, a costituire il terreno su cui si sviluppano molte traiettorie criminali seriali. È su queste dinamiche strutturali — psicologiche, relazionali e sistemiche — che si concentra il lavoro di analisi raccolto nella categoria Anatomia del Male.
Usare il mese di nascita come filo conduttore consente di osservare analogie e differenze senza trasformarle in spiegazioni semplicistiche. La violenza seriale resta un fenomeno complesso, che richiede strumenti interpretativi solidi e uno sguardo critico capace di distinguere tra coincidenza narrativa e causalità scientifica.





