Pena di morte: cos’è, storia, pro e contro del dibattito internazionale

Condannato alla pena di morte in prigione
Scopri cos’è la pena di morte, quali sono la sua storia e la sua definizione e come si sviluppa oggi il dibattito internazionale sulla questione.

La pena di morte è la massima sanzione penale prevista nel sistema giudiziario dei paesi in cui è ancora presente. Si tratta di una forma di punizione giuridica estrema che prevede di togliere la vita alla persona condannata. Scopriamo insieme le origini della pena di morte, gli Stati in cui è in vigore e i punti cruciali su cui verte il dibattito internazionale. Alcuni casi emblematici di condannati a morte, come le esecuzioni di Juanita Spinelli Brandon BernardMamoru TakumaPatrick Higgins, mostrano le diverse applicazioni della pena capitale nel mondo.

 

Cos’è la pena di morte

Nota anche come pena capitale, condanna a morte o esecuzione capitale, la pena di morte è la sanzione con cui lo Stato priva della vita un individuo ritenuto colpevole di reati specifici come omicidio, genocidio e alto tradimento. In alcuni paesi, tuttavia, viene applicata anche per altri crimini violenti come traffico di droga, rapina o stupro. Esistono, poi, Stati in cui può essere decretata anche per punire reati d’opinione e orientamenti sessuali come incesto e omosessualità.

È considerata da alcuni come una forma estrema di giustizia retributiva mentre per altri rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali. La sua applicazione, oggi, è estremamente controversa e divisiva.

 

Storia della pena capitale

La nascita della pena di morte affonda le sue radici nell’antichità. Era presente, infatti, in tutti i primi ordinamenti giuridici creati. Si hanno prove della sua applicazione già nelle leggi mesopotamiche, nell’antico Egitto, nel mondo ellenico e nelle leggi romane. Dal Medioevo all’avvento dell’Assolutismo, l’esecuzione capitale fu applicata non solo per reati gravi ma anche per punire reati politici o religiosi. Solo nel Settecento, grazie all’Illuminismo e all’attività intellettuale di filosofi come Cesare Beccaria, presero forma i primi dibattiti sulla pena di morte. Presto, sempre più studiosi, uomini di legge e di potere, si schierarono contro questa particolare tipologia di condanna, chiedendone l’abolizione.

Pena di morte in Europa

Il 30 novembre 1786, spinto dai dibattiti sul tema e influenzato dalle idee di figure come Beccaria, il Granducato di Toscana fu il primo Stato ad abolire ufficialmente la condanna a morte. Venne così emanato un nuovo codice penale. Tuttavia, lo stesso Granducato reintrodusse la pena capitale per crimini eccezionali nel 1790.

Nel corso dell’Ottocento, sempre più Stati valutarono di rinunciare alla pratica giuridica. Ad esempio, venne eliminata dalla Repubblica Romana di ispirazione mazziniana nel 1849 mentre San Marino optò per la medesima scelta nel 1865. L’Italia, invece, la abolì parzialmente nel 1889: facevano, infatti, eccezione i reati militari. Venne poi reinserita nel 1930 con il Codice Rocco. L’abolizione definitiva per i reati comuni è stata registrata nella penisola nel 1948. Nel 1994, quando scomparve dal Codice Penale Militare di Guerra, è stata completamente cancellata dal sistema giuridico italiano.

Nel XX secolo, anche la Francia rinunciò alla pena di morte: dal 1981, infatti, ha smesso di utilizzare la ghigliottina. Un caso eccezionale è rappresentato dal Regno Unito. Pur non avendo mai abolito l’esecuzione capitale, la magistratura inglese ha autonomamente disconosciuto la pratica giuridica a partire dagli anni Sessanta del Novecento.

Nel 2007, l’Italia ha guidato una risoluzione ONU finalizzata all’introduzione di una moratoria universale sulla pena di morte.

 

Dove viene ancora applicata oggi?

Con l’avvento del nuovo millennio, la pena di morte è stata abolita – o comunque non viene più applicata – nella maggior parte del mondo. Secondo Amnesty International, nel 2024, era ancora in vigore in 52 Stati, situati per lo più nel continente africano e in quello asiatico. È il caso di Afghanistan, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita, Bahamas, Bahrein, Bangladesh, Barbados, Belize, Bielorussia, Botswana, Cina, Comore, Corea del Nord, Cuba, Dominica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Gambia, Giamaica, Giappone, Giordania, Guyana, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kuwait, Lesotho, Libano, Libia, Malaysia, Nigeria, Oman, Pakistan, Palestina, Qatar, Repubblica Democratica del Congo, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Singapore, Siria, Somalia, Stati Uniti d’America, Sudan, Sudan del Sud, Thailandia, Trinidad e Tobago, Uganda, Vietnam e Yemen.

Tra le realtà giuridiche appena citate, figurano anche alcuni Stati degli Stati Uniti d’America e il Giappone. È interessante osservare che gli USA e il Giappone rappresentino gli unici paesi liberi e democratici che hanno conservato la pratica.

In molti dei contesti in cui i condannati sono costretti a pagare con la vita i propri crimini, la trasparenza delle procedure penali e il diritto alla difesa restano problematici.

 

Pena di morte: il dibattito internazionale

Quando si parla di pena di morte, data la natura fortemente divisiva della questione e i differenti punti di vista esistenti, la popolazione tende a polarizzarsi. Da un lato, vi è infatti chi sostiene l’esecuzione capitale mentre, dall’altro, vi è chi si oppone a una sanzione penale considerata crudele ed estrema.

Scopriamo insieme quali sono le argomentazioni principali a favore e a sfavore della pena di morte.

Le ragioni a favore

Chi difende la condanna di morte sottolinea il suo potere deterrente e la sua capacità di salvaguardare la società dalla possibilità che un criminale commetta nuovi reati. La sanzione penale viene considerata come l’unica punizione in grado di garantire proporzionalità rispetto a crimini gravi ed efferati. Viene, di fatto, sostenuta la legittimità di “ripagare con la stessa moneta” chi si è macchiato di azioni criminali riprovevoli.

Tra i sostenitori della pena di morte, talvolta, figurano alcuni parenti delle vittime che riescono a trovare un senso di chiusura e giustizia solo grazie a questa particolare sentenza. In alcuni casi, l’attenzione mediatica si concentra anche su dettagli insoliti come gli ultimi pasti richiesti dai condannati prima dell’esecuzione. Si tratta di un dettaglio che spesso rivela aspetti umani e culturali poco conosciuti.

Le ragioni contro

Alle argomentazioni a favore, si oppongono numerose tesi contrarie. Le persone che si schierano contro la pena di morte denunciano come la sua applicazione renda irreversibile un eventuale errore giudiziario, promuova la disuguaglianza sociale oppure rischi di tramutarsi in una forma di vendetta istituzionale.

Svariate ricerche condotte sul tema, inoltre, hanno dimostrato il fallimento della pena capitale intesa come deterrente. Le medesime ricerche hanno evidenziato che la sentenza tende a colpire più spesso le minoranze e gli appartenenti agli strati sociali più poveri.

 

Come sarà organizzata la categoria “Pena di morte”

All’interno del blog Fiabe Noir – Storie di Mostri Moderni, la categoria Pena di morte sarà uno spazio di racconto, analisi e denuncia.

Questa sezione ospiterà:

  • Casi giudiziari noti e poco noti legati alla pena capitale;
  • Profili di condannati e processi mediatici;
  • Approfondimenti sui sistemi penali internazionali;
  • Analisi psicologiche e sociologiche;
  • Dibattito culturale ed etico contemporaneo.

 

Per saperne di più, consulta l’Archivio Pena di Morte di Fiabe Noir – Storie di Mostri Moderni, in costante aggiornamento.

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