Negli ultimi anni, il femminicidio si è trasformato in un piaga sociale difficile da sanare. Questa forma di violenza di genere minaccia non solo l’Italia ma il mondo intero. Stando alle statistiche, sempre più casi vengono registrati anche in Europa e al di fuori del continente europeo. Ma qual è il vero significato del femminicidio e quali sono le sue cause?
Cos’è il femminicidio?
Il termine femminicidio indica l’uccisione di una donna in quanto donna, ovvero per ragioni direttamente connesse al suo genere. Può essere inteso come una forma di violenza esercitata in modo sistematico sulle donne per sottometterle e per annientare la loro identità attraverso l’assoggettamento fisico e/o psicologico. Simili comportamenti sfociano nel controllo patologico della donna, in dinamiche di schiavitù e, nei casi più estremi, nella morte. Si tratta, dunque, di un crimine che non coincide genericamente con l’omicidio poiché affonda le sue radici nella discriminazione, nella cultura patriarcale e nella volontà di controllo.
Il concetto è relativamente recente nel linguaggio giuridico e sociologico italiano ma ha una storia più lunga in ambito internazionale. Il termine “femicide” fu coniato già nell’Ottocento in ambito anglosassone ma è stata la sociologa Diana Russell, negli anni ’90, a dargli la connotazione moderna. La Russell, infatti, ha definito il femminicidio “l’uccisione di donne da parte di uomini per il solo fatto che sono donne”.
In Italia, l’uso del termine si è consolidato negli ultimi due decenni, parallelamente all’aumento dell’attenzione pubblica verso la violenza di genere. A questo proposito, è importante distinguere il femminicidio dall’uxoricidio, ossia l’uccisione della moglie o della compagna. In caso di uxoricidio, infatti, l’azione criminale può non essere motivata da ragioni di genere. L’aggressore potrebbe essere spinto da interessi economici o da patologie psichiatriche non legate al dominio patriarcale.
Al contrario dell’uxoricidio, quindi, il femminicidio si colloca all’interno di una spirale di sopraffazione e manipolazione. La donna viene concepita come una proprietà e l’omicidio rappresenta l’epilogo di dinamiche violente già presenti da tempo nella relazione tra i soggetti coinvolti.
Femminicidio e femicide: una differenza terminologica e culturale
Nel dibattito internazionale, il termine femicide viene utilizzato per indicare l’uccisione di una donna, senza necessariamente includere una lettura strutturale della violenza di genere. Femminicidio, invece, è un concetto più ampio e politicamente connotato, che mette al centro il movente legato al genere, al dominio e alla disuguaglianza sistemica. Non ogni femicide è automaticamente un femminicidio nel senso sociologico del termine. La distinzione serve a evitare semplificazioni e a riconoscere la matrice culturale della violenza contro le donne.
Femminicidio in Italia e nel mondo: numeri e statistiche
Ogni anno, centinaia di donne vengono uccise da uomini che conoscono intimamente: partner, ex, familiari. Secondo i dati ISTAT e del Ministero dell’Interno, in Italia il 37% degli omicidi volontari ha come vittime donne. Quasi 7 su 10 di questi delitti sono commessi in ambito familiare o affettivo. Nella maggioranza dei casi, il colpevole è un partner o ex partner.
Nel 2023, secondo un report del Viminale, sono state uccise in Italia 120 donne, di cui 96 in ambito familiare/affettivo. Di queste, 64 sono state uccise da un partner o da un ex partner. Nel 2024, invece, il medesimo report aggiornato, ha evidenziato l’uccisione di 111 donne (-8%), di cui 96 in ambito familiare/affettivo. Di queste, 59 sono state uccise da un partner o da un ex partner.
Nel confronto europeo, l’Italia presenta dati simili alla media ma è importante sottolineare che il tasso di femminicidi è costante e tende a non calare nel tempo, a differenza degli omicidi in generale, che negli ultimi vent’anni sono in netto calo.
A livello globale, l’ONU stima che ogni giorno 137 donne vengano uccise da membri della loro famiglia. I femminicidi rappresentano un’emergenza internazionale, spesso legata a contesti socioculturali in cui la parità di genere è ancora lontana.
Cause e dinamiche del femminicidio: non è mai un raptus
Dietro ogni femminicidio si celano dinamiche profonde e strutturali, che riguardano la società nel suo complesso. Le cause principali riguardano:
- Controllo e possesso: molti uomini crescono interiorizzando l’idea che una donna sia una loro estensione o proprietà. Quando le donne rivendicano la propria autonomia (con una separazione, una denuncia o anche una semplice decisione), la reazione è estrema.
- Violenza domestica pregressa: nella stragrande maggioranza dei casi, l’omicidio è solo l’atto finale di una lunga serie di violenze fisiche, psicologiche ed economiche.
- Gelosia e rifiuto del “no”: l’incapacità di accettare il rifiuto o la fine di una relazione è una delle cause scatenanti più frequenti.
- Cultura patriarcale e ruoli di genere: i femminicidi si radicano in una cultura che attribuisce ancora alla donna un ruolo subordinato, che normalizza il controllo maschile e che spesso colpevolizza la vittima.
Queste dinamiche si manifestano spesso attraverso forme di violenza psicologica e relazionale che precedono l’escalation finale, come la manipolazione emotiva, il gaslighting, il love bombing e lo stalking, rendendo difficile per la vittima riconoscere per tempo la gravità della situazione.
Quando si parla di femminicidio, poi, è cruciale adottare un giusto linguaggio. Soprattutto in ambito mediatico, è fondamentale evitare l’uso improprio del termine “raptus” o fare riferimento – più o meno esplicitamente – ad attenuanti psicologiche generiche. Il femminicidio non è un raptus né può essere giustificato con attenuanti psicologiche generiche. È quasi sempre preannunciato da segnali chiari, che purtroppo il più delle volte non vengono ascoltati o presi sul serio. In numerosi casi analizzati dalla cronaca e dalla giurisprudenza, infatti, il femminicidio è preceduto da episodi di violenza sessuale, abusi reiterati o forme di coercizione che vengono inizialmente minimizzate o ignorate.
Il quadro normativo in Italia: cosa dice la legge
La voce “femminicidio” non è ancora presente come reato autonomo nel codice penale italiano, ma negli ultimi anni sono stati introdotti strumenti normativi per affrontare la violenza di genere in modo più strutturato.
Nel 2013, il governo ha varato il cosiddetto “Decreto sul femminicidio”, convertito poi in legge. Tra i punti principali:
- Aggravanti per i reati commessi in danno di donne in relazioni affettive
- Arresto obbligatorio in flagranza per maltrattamenti, stalking e lesioni gravi
- Allontanamento immediato dell’aggressore dalla casa familiare
- Corsie preferenziali per la trattazione dei casi in tribunale
Nel 2019, con il Codice Rosso, sono stati introdotti ulteriori strumenti per velocizzare le indagini nei casi di violenza domestica e sessuale: entro 3 giorni dalla denuncia, la vittima deve essere ascoltata dal PM.
A marzo del 2025, poi, il Governo Meloni ha approvato un disegno di legge che prevede il riconoscimento del femminicidio come reato autonomo rispetto all’omicidio. Se da un lato molti italiani hanno inteso la decisione come un gesto politico atteso e necessario, altri hanno bocciato l’iniziativa. In particolare, ottante penaliste, studiose di diritto e docenti universitarie hanno firmato un appello contro il disegno di legge. In questo modo, hanno voluto sottolineare che una simile mossa possa limitarsi a dare solo l’illusione di un cambiamento, senza andare realmente ad agire sulle cause che si nascondono dietro l’uccisione di una donna da parte di un uomo che sostiene di amarla. Più prevenzione. Questo chiedono, sostanzialmente, le penaliste che hanno detto “no” all’iniziativa dell’esecutivo italiano.
È evidente, quindi, che la legge da sola non basti. Restano ancora gravi lacune nell’ambito dell’educazione sentimentale e nella protezione concreta delle vittime. I fondi ai centri antiviolenza sono spesso insufficienti e le denunce non sempre portano a misure tempestive.
Prevenzione e supporto: una rete ancora fragile
La prevenzione del femminicidio parte dalla cultura ma si basa anche su strumenti concreti di protezione e sostegno. Tra le principali risorse messe a disposizione delle vittime ci sono:
- Centri antiviolenza: presenti in molte città italiane, offrono supporto psicologico, legale e materiale. Il numero verde 1522 è attivo 24 ore su 24.
- Case rifugio: strutture protette che accolgono donne e figli in fuga da contesti violenti.
- Campagne educative: è fondamentale lavorare nelle scuole e nei media per decostruire stereotipi e promuovere modelli di relazione rispettosi.
- Formazione degli operatori: forze dell’ordine, magistrati, assistenti sociali devono essere preparati per riconoscere e trattare in modo corretto i casi di violenza di genere.
- Ascolto delle vittime: troppe volte le richieste di aiuto vengono ignorate o minimizzate. Prendere sul serio ogni segnale può fare la differenza.
Come sarà strutturata la categoria “Femminicidi” su Fiabe Noir
All’interno del blog Fiabe Noir – Storie di Mostri Moderni, la categoria Femminicidi sarà uno spazio di racconto, analisi e denuncia.
Ci occuperemo di:
- Casi celebri e meno noti, per ricostruire le dinamiche dei femminicidi con attenzione e rispetto. Tra i casi analizzati rientrano storie come quelle di Pınar Gültekin, Philippine Le Noir, Elodia Ghinescu, le sorelle Mirabal e altri femminicidi che hanno segnato il dibattito pubblico e giudiziario in contesti diversi. Accanto alle ricostruzioni più approfondite, Fiabe Noir ospita anche flash case dedicati a vicende meno note o rimaste ai margini della cronaca, come Kyriaki Griva e Pamela Genini, per restituire visibilità a storie spesso dimenticate;
- Approfondimenti psicologici, che aiutino a comprendere i comportamenti di vittime e aggressori;
- Guide e risorse utili per chi cerca aiuto o vuole saperne di più.
L’intento del sito non è spettacolarizzare il dolore ma dare voce alle vittime, contrastare la banalità del male e contribuire a cambiare la narrazione sul femminicidio in Italia.
Per saperne di più, consulta l’Archivio Femminicidio di Fiabe Noir – Storie di Mostri Moderni, in costante aggiornamento.









