Nel mondo del true crime, poche espressioni evocano tanto mistero e suscitano tanta emotività quanto cold case. È una formula che riporta alla mente delitti dimenticati, vite spezzate, fascicoli chiusi sui quali campeggia l’etichetta “irrisolto”. Ma, proprio quando la polvere si posa sugli archivi e i testimoni tacciono, entra in gioco l’FBI. Per l’agenzia governativa, il tempo non è un limite. Il crimine, anche a distanza di decenni, può ancora parlare. E chi ha ucciso può ancora essere trovato. I Cold Case non sono solo fascicoli dimenticati: sono ferite aperte che aspettano di essere curate.
Cosa si intende per cold case
Un cold case è un crimine – in genere un omicidio o una scomparsa – che non è stato risolto entro un tempo ragionevole e per il quale le indagini attive sono state interrotte per mancanza di prove.
Negli Stati Uniti, per essere classificato ufficialmente come cold, un caso deve soddisfare alcune condizioni:
- sono trascorsi almeno 3-5 anni senza sviluppi significativi;
- i testimoni sono venuti meno o non sono disponibili;
- le piste investigative sono esaurite.
Ma “chiuso” non significa la storia sia finita. Il caso può essere riaperto e l’FBI gioca un ruolo fondamentale in questa riapertura.
FBI e cold case: quando interviene il Bureau
Contrariamente a quanto si possa immaginare, l’FBI non indaga su tutti i cold case. L’agenzia, infatti, interviene soltanto quando sussistono alcune condizioni specifiche, ovvero:
- il caso coinvolge più Stati o giurisdizioni;
- è presente una violazione federale (es. rapimento interstatale, crimini d’odio, traffico umano);
- è richiesto l’intervento da parte di autorità locali;
- sono disponibili nuove tecnologie forensi (es. DNA, identificazione genetica) da applicare a reperti precedenti.
In questi casi, il Bureau può fornire supporto tecnico, investigativo e scientifico impegnando sul campo le sue squadre specializzate.
Unità e risorse dell’FBI per i casi irrisolti
Nel caso in cui sia coinvolto nelle indagini di un cold case, l’FBI dispone di diverse divisioni e task force altamente specializzate. Di seguito, un elenco delle principali risorse impiegate dal Bureau in caso di crimini irrisolti.
ViCAP (Violent Criminal Apprehension Program)
Il ViCAP, istituito nel 1985, è una banca dati nazionale in cui vengono inserite informazioni dettagliate su omicidi, aggressioni sessuali e sparizioni. Analizza:
- modus operandi;
- firma comportamentale;
- dati geografici.
Il database permette di collegare crimini commessi in Stati diversi, attribuendo identità a serial killer rimasti nell’ombra per anni.
CODIS (Combined DNA Index System)
Introdotto nell’ottobre del 1998 negli Stati Uniti, il CODIS è il sistema informatico che raccoglie profili genetici da:
- scene del crimine;
- criminali condannati;
- persone scomparse.
Negli ultimi anni, l’uso di DNA genealogico ha portato a clamorose svolte, come nel caso del Golden State Killer, identificato dopo 40 anni.
Behavioral Analysis Unit (BAU)
La Behavioral Analysis Unit, creata nel 1972, è la famosa “unità di profiler” che analizza la componente psicologica e comportamentale per risalire all’identità di criminali, assassini e, soprattutto, serial killer (chiunque sia fan di Criminal Minds come me ha ormai dimestichezza con la BAU). L’unità studia:
La BAU può elaborare profili psicologici anche a distanza di decenni dal crimine.
Collaborazioni con agenzie locali e statali
L’FBI non lavora da sola. Anzi, il successo nella risoluzione dei cold case dipende spesso dalla collaborazione con le forze dell’ordine locali.
In molti Stati, sono nate Cold Case Task Force miste composte da agenti FBI, membri della polizia locale e esperti di laboratorio forense che riesaminano i fascicoli dimenticati, verificano l’integrità dei reperti e contattano familiari e testimoni.
Casi famosi in cui è stata coinvolta l’FBI
Joseph DeAngelo – Il Golden State Killer
Per decenni ha terrorizzato la California: stupri, omicidi, intrusioni. L’FBI ha supportato il caso con la genealogia forense, portando alla storica identificazione nel 2018, 40 anni dopo l’ultimo crimine.
Alonzo Brooks
Il caso del giovane afroamericano Alonzo Brooks scomparso in Kansas e ritrovato senza vita nel 2004 è rimasto irrisolto per 16 anni. Dopo la riapertura da parte dell’FBI, il corpo è stato riesumato e riesaminato, portando alla conferma dell’omicidio e nuove piste investigative.
Tammy Jo Alexander
La ragazza trovata morta nel 1979 e rimasta per decenni “Jane Doe” è stata identificata come Tammy Jo Alexander nel 2015 grazie all’analisi del DNA e ai database nazionali. L’FBI ha avuto un ruolo centrale nel confronto dei dati.
FBI e cold case: il ruolo della memoria
I cold case non sono solo fascicoli. Sono vite interrotte, famiglie in attesa, verità negate. L’FBI, attraverso il riesame dei casi, riporta dignità alle vittime e consapevolezza alla collettività.
A volte, bastano nuovi occhi su vecchie prove per scoprire ciò che era rimasto nascosto. Ogni cold case risolto, anche dopo decenni, è un grido che finalmente viene ascoltato.
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