Foto di Kate Oseen su Unsplash . Immagine modificata da Fiabe Noir (filtro tinta unita verde).
Quali sono i termini più usati del lessico criminologico? 7 parole chiave spiegate in modo semplice per capire meglio il true crime.
Spesso, leggendo articoli di cronaca o ascoltando podcast true crime, ci imbattiamo in termini come “modus operandi” o “criminodinamica” senza avere ben chiaro cosa vogliano dire davvero. Il linguaggio criminologico, infatti, può apparire tecnico o distante ma conoscere il significato dei concetti fondamentali ci aiuta a comprendere meglio ciò che accade e, soprattutto, perché accade. Ecco allora 7 parole chiave del lessico criminologico spiegate facile, per orientarsi tra crimine, indagini e mente criminale.
La criminogenesi è lo studio dell’origine del crimine: si occupa di indagare le cause che portano una persona a delinquere. Può trattarsi di fattori biologici, ambientali, psicologici, culturali o sociali. In altre parole, risponde alla domanda: perché una persona commette un reato?
Esempio: nell’analizzare un femminicidio, la criminogenesi studia le radici culturali e relazionali della violenza.
Diversamente dalla criminogenesi, la criminodinamica si concentra sul “come” e sul “quando”: osserva le modalità con cui il crimine viene messo in atto. Analizza le azioni dell’autore, la sequenza dei fatti, le scelte fatte durante l’atto.
Esempio: se un omicidio è avvenuto con premeditazione o d’impeto, è la criminodinamica a studiarne la dinamica concreta.
“Il vocabolario è una mappa. Se vuoi muoverti nel crimine, devi imparare a leggere le sue parole”.
– Roberto Settembre, Il Crimine e la sua Ombra, 2021
Diversamente dalla criminogenesi, la criminodinamica si concentra sul “come” e sul “quando”: osserva le modalità con cui il crimine viene messo in atto. Analizza le azioni dell’autore, la sequenza dei fatti, le scelte fatte durante l’atto.
Esempio: se un omicidio è avvenuto con premeditazione o d’impeto, è la criminodinamica a studiarne la dinamica concreta.
“Il vocabolario è una mappa. Se vuoi muoverti nel crimine, devi imparare a leggere le sue parole”.
– Roberto Settembre, Il Crimine e la sua Ombra, 2021
Il modus operandi è il modo in cui un criminale agisce per commettere il crimine. È come una “firma” operativa: può includere strumenti usati, luoghi scelti, orari, comportamenti ricorrenti. Può cambiare nel tempo ma riflette l’adattamento dell’autore al contesto.
Esempio: un serial killer che lega sempre le vittime nello stesso modo ha un modus operandi preciso.
Diversa dal modus operandi, la firma è l’elemento emotivo e simbolico che un criminale ripete perché ne ha bisogno, non perché serve al crimine. È spesso inconscia e permette di attribuire più delitti alla stessa persona.
Esempio: lasciare un oggetto sulla scena del crimine o sistemare i corpi in una certa posizione può essere parte della firma.
Perché è importante conoscere il linguaggio criminologico?
Capire il significato delle parole usate nella criminologia aiuta a distinguere la realtà dalla narrativa sensazionalistica. Secondo il criminologo David Wilson, “il linguaggio plasma la percezione del crimine: usare i termini corretti è il primo passo per comprenderlo davvero” (fonte: BBC Radio 4, 2019).
Diversa dal modus operandi, la firma è l’elemento emotivo e simbolico che un criminale ripete perché ne ha bisogno, non perché serve al crimine. È spesso inconscia e permette di attribuire più delitti alla stessa persona.
Esempio: lasciare un oggetto sulla scena del crimine o sistemare i corpi in una certa posizione può essere parte della firma.
Perché è importante conoscere il linguaggio criminologico?
Capire il significato delle parole usate nella criminologia aiuta a distinguere la realtà dalla narrativa sensazionalistica. Secondo il criminologo David Wilson, “il linguaggio plasma la percezione del crimine: usare i termini corretti è il primo passo per comprenderlo davvero” (fonte: BBC Radio 4, 2019).
Diversa dal modus operandi, la firma è l’elemento emotivo e simbolico che un criminale ripete perché ne ha bisogno, non perché serve al crimine. È spesso inconscia e permette di attribuire più delitti alla stessa persona.
Esempio: lasciare un oggetto sulla scena del crimine o sistemare i corpi in una certa posizione può essere parte della firma.
Perché è importante conoscere il linguaggio criminologico?
Capire il significato delle parole usate nella criminologia aiuta a distinguere la realtà dalla narrativa sensazionalistica. Secondo il criminologo David Wilson, “il linguaggio plasma la percezione del crimine: usare i termini corretti è il primo passo per comprenderlo davvero” (fonte: BBC Radio 4, 2019).
Tra le parole chiave del lessico criminologico, poi, c’è la profilazione (criminal profiling) è una tecnica investigativa che cerca di delineare il profilo psicologico e comportamentale di un autore ignoto, basandosi sulle tracce lasciate. Viene usata in particolare nei casi di serial killer.
Esempio: età, sesso, intelligenza, abitudini sono tutte informazioni che un profiler può ricavare da una scena del crimine.
Con il termine serial killer si intende una persona che commette almeno due (originariamente tre) omicidi separati, in momenti diversi, spesso con un periodo di raffreddamento tra un crimine e l’altro. Le motivazioni possono variare: sessuali, simboliche, di controllo o vendetta.
Esempio: Ted Bundy e Jeffrey Dahmer sono esempi noti di serial killer.
A differenza del serial killer, lo spree killer uccide più vittime in un breve arco di tempo, senza un vero periodo di pausa tra un atto e l’altro. I delitti possono avvenire in luoghi diversi ma connessi da una sequenza temporale ravvicinata.
Esempio: Charles Starkweather, che uccise 11 persone in pochi giorni nel 1958, è stato uno spree killer.
Cosa trasforma un essere umano in un mostro?
In questa sezione indago il lato oscuro della mente: psicologia criminale, devianze, motivazioni. Perché a volte il male si annida proprio dove non guardiamo.
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