Aileen: Storia di una serial killer. La verità dietro il mito nel nuovo documentario Netflix

Logo di Netflix, piattaforma che distribuisce il documentario su Aileen Wuornos intitolato Aileen: Storia di una serial killer

Foto di Samet Özer su Unsplash. Immagine modificata da Fiabe Noir (filtro tinta unita verde).

Domani, 30 ottobre 2025, arriva su Netflix il documentario Aileen: Storia di una Serial Killer, un ritratto inedito della più controversa assassina d’America.

Tempo di lettura 7 minuti

Giovedì 30 ottobre 2025 debutta su Netflix il documentario su Aileen Wuornos intitolato Aileen. Storia di una serial killer (Aileen: Queen of the Serial Killers in originale). Il docufilm è prodotto da BBC Studios Documentary Unit e NBC News Studios e diretto da Emily Turner. La produzione riporta l’attenzione su una delle figure più controverse della criminologia moderna: Aileen Wuornos che, tra il 1989 e il 1990, uccise sette uomini in Florida. Attraverso interviste inedite e filmati d’archivio, il documentario promette di offrire nuove prospettive su una storia di violenza, emarginazione, abusi e vendetta.

Documentario Netflix su Aileen Wuornos: la donna che sfidò il profilo del serial killer

Aileen Wuornos è una delle poche donne entrate nella storia del crimine per omicidi seriali. Ma, certamente, non è l’unica serial killer mai esistita. E, tantomeno, è la “prima serial killer americana”, come venne definita dai media a stelle e strisce quando i suoi crimini vennero scoperti e fu arrestata.

La storia di Aileen Wuornos è, forse, una delle più complesse da ricostruire, soprattutto se si guarda alla sua infanzia. Parte della verità storica necessaria per ricostruire il profilo della Wuornos è stata stravolta dalla sua tendenza a mentire e dalla propensione all’iperbole. La leggenda – che ha assorbito il personaggio – ha fatto il resto.

Infanzia e preadolescenza

Nata il 29 febbraio 1956 a Rochester, nel Michigan, l’infanzia di Aileen fu segnata da abbandono, abusi e violenze sessuali. Dopo due anni di matrimonio, Diane Wuornos, madre di Aileen, divorziò dal marito Leo Dale Pittman. L’uomo sarebbe poi morto suicida in prigione a seguito di un arresto per violenza su minore. Quando Aileen aveva quattro anni, sua madre decise di lasciare sia lei che il fratello maggiore Keith dai nonni Britta e Lauri Jacob Wuornos. La vita dei bambini, tuttavia, non migliorò. Il nonno, infatti, era un alcolizzato che abusò fisicamente e forse sessualmente della nipote. La nonna, invece, era una donna fredda e distaccata che non si curava dei bisogni dei piccoli e che, come il marito, trovava conforto nell’alcol.

Con il trascorrere degli anni, Aileen cominciò a manifestare una forte inclinazione a mentire, anche sulle cose più banali, e una serie di problemi alla vista e all’udito. Anche il suo comportamento peggiorò. A partire dagli otto anni, divenne irascibile, smise di andare bene a scuole e non ebbe più amici. A 11 anni, la situazione era già precipitata. Aveva rapporti sessuali con i ragazzi del vicinato nel bosco. Presto, i coetanei la soprannominarono “Cigarette Pigs” per la sua abitudine di scambiare sesso con sigarette. Appena 14enne, rimase incinta. Sulla gravidanza, raccontò versioni discordanti. In un primo momento, disse di essere stata stuprata da un amico di famiglia ma, in un’altra circostanza, raccontò di essere stata rapita e violentata da un imitatore di Elvis.

Adolescenza ed età adulta

A soli 15 anni, aveva partorito e dato in adozione il suo bambino. Poco dopo, aveva dovuto affrontare la morte di Britta per cirrosi epatica. Senza punti di riferimento, l’adolescente Aileen condusse una vita da vagabonda, facendo l’autostop, rubando e prostituendosi nei motel. Fu così che lasciò il Michigan e, dopo aver attraversato Ohio, Pennsylvania e sud della Georgia, arrivò in Florida.

In età adulta, continuò a mantenersi grazie a piccoli furti e prostituzione, vivendo ai margini tra autostrade e motel della Florida. Nel giugno 1986, incontrò Tyara “Ty” Moore in un bar gay a Daytona con la quale ebbe una lunga relazione segnata da alti e bassi. Il rapporto tra le due donne è stato ampiamente documentato nel film Monster del 2003. Tra il 1989 e il 1990, nel periodo in cui Aileen era legata sentimentalmente a Ty e si faceva chiamare “Lee”, uccise sette uomini. Quando venne arrestata, nel gennaio 1991, sostenne che ognuna delle sue vittime avesse tentato di violentarla. La sua versione dei fatti, tuttavia, non intenerì la giuria e non bastò a salvarla. Il processo cominciò nel 1992 e si concluse con la sua condanna a morte. Dopo dieci anni nel braccio della morte, fu giustiziata il 9 ottobre 2002 mediante iniezione letale.

La figura di Wuornos ha sempre diviso l’opinione pubblica: vittima o carneficedifesa disperata o furia vendicativa? Il documentario Netflix si propone di tornare su queste domande con materiali e testimonianze inedite.

Aileen: Storia di una Serial Killer: cosa racconta il documentario Netflix sulla Wuornos

Il documentario Netflix su Aileen Wuornos si concentra sugli anni dei delitti e sulla mente della donna che li ha commessi. Attraverso interviste e audio originalifilmati d’archivio e materiali esclusivi provenienti da corrispondenti come Michele Gillen (Dateline NBC), la regista Emily Turner rilegge la vicenda con uno sguardo contemporaneo.

Il docufilm non si limita alla cronaca nera. Indaga le condizioni psicologiche e sociali che portarono Aileen a trasformarsi in un’assassina seriale, restituendole una voce diretta attraverso le sue stesse parole pronunciate e registrate nel braccio della morte. La produzione mira a ridefinire la figura di Wuornos, spostando il discorso dal sensazionalismo alla complessità umana.

La produzione di Aileen: Queen of Serial Killers: una collaborazione internazionale

Aileen: Queen of the Serial Killers è una produzione congiunta tra BBC Studios Documentary Unit e NBC News Studios, due realtà con lunga esperienza nel documentario investigativo. Il team creativo comprende, oltre a Emily Turner, anche Kirsty CunninghamLiz ColeElizabeth Fischer e Andy Berg come produttori esecutivi.

Il montaggio è firmato da Jinx Godfrey e Daniel Lapira mentre gli archivi sono curati da Sam Dwyer e Christina Falk.

La regia di Turner si distingue per il tono sobrio e documentaristico, lontano dal voyeurismo mediatico. L’obiettivo  comprendere, non assolvere.

Da Monster al documentario Netflix: il mito oscuro di Aileen Wuornos

Non è la prima volta che il caso Wuornos viene portato sul piccolo o sul grande schermo. La serial killer più famosa d’America, infatti, è stata protagonista del film Monster del 2003. Nella pellicola, Aileen “Lee” Wuornos è stata impersonificata da Charlize Theron. L’interpretazione valse all’attrice l’Oscar come miglior interpretazione femminile nel ruolo di protagonista. Accanto a Theron, nel ruolo di Tyara Moore (il cui nome è stato cambiato in “Selby” nel film), ha recitato Christina Ricci.

Il nuovo documentario Netflix, però, non si limita a ripercorrere la storia raccontata da Hollywood. Vorrebbe mostrare le zone grigie, i traumi familiari e la disperazione di una donna prigioniera di una violenza che attraversa generazioni.

Come suggerisce il titolo originale del documentario, Queen of the Serial Killers, l’intento è quello di analizzare il potere disturbante che la figura di Aileen Wuornos continua ad esercitare sul pubblico. Una figura tragica, più reale che mitologica, che torna a parlare più di vent’anni dopo la sua esecuzione.

Quando esce il documentario Netflix su Aileen Wuornos

Aileen: Storia di una serial killer sarà disponibile su Netflix da giovedì 30 ottobre 2025 alle ore 09:00 italiane. Il documentario, della durata di circa un’ora e quarantatré minuti, è un racconto intenso che attraversa il confine sottile tra trauma, violenza e sopravvivenza.

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