Champions e sangue alla Costa del Sol: duplice omicidio di due scozzesi a Fuengirola

Lungomare di Fuengirola, luogo in cui si è verificata la sparatoria culminata nel duplice omicidio dei due scozzesi in Spagna.

Foto di Lucia P. su Unsplash. Immagine modificata da Fiabe Noir (filtro tinta unita verde).

Duplice omicidio in Spagna: due scozzesi Ross Monaghan e Eddie Lyons Jr, con legami con il crimine organizzato, sono morti in una sparatoria a Fuengirola.

Tempo di lettura 12 minuti

Sono le 23:30 circa del 31 maggio 2025. Decine di persone si sono radunate davanti al pub irlandese Monaghan’s Bar di Fuengirola, in Spagna, per guardare la finale di Champions League. In strada, si sentono risate interrotte soltanto dalle sorsate di birra. Gli occhi sono tutti puntati sugli schermi accesi. Ma quella serata allegra e goliardica stava per essere sconvolta da un terribile delitto: il duplice omicidio di Ross Monaghan ed Eddie Lyons Jr. I due uomini ricoprivano ruoli centrali nella malavita scozzese. La loro esecuzione ha dato inizio a una nuova escalation di violenza nel conflitto tra clan rivali.

Cronaca di una notte di sangue a Fuengirola: sparatoria e omicidio di scozzesi in Spagna

Alle 23:30 circa del 31 maggio 2025, un’auto parcheggiò davanti al Monaghans Bar di Fuengirola. Dal veicolo, scese un uomo armato di pistola e con il volto coperto. E, senza mostrare nessuna forma di esitazione, aprì il fuoco tra la folla. I proiettili non vennero esplosi a casaccio. Il killer aveva ben chiari i suoi obiettivi. Fu così che, in pochi istanti, due uomini morirono. Il primo bersaglio, colpito al petto, stramazzò sul marciapiede senza vita. Il secondo tentò una fuga disperata, precipitandosi all’interno del pub. Ma venne rincorso dallo sconosciuto e raggiunto da altri proiettili. Morì a causa delle ferite riportate all’addome e al torace.

Nel locale si scatenò il panico: urla, gente che si gettava a terra, tavoli rovesciati, vetri infranti. Il sicario fuggì a piedi e svanì tra i vicoli adiacenti al pub irlandese, lasciando la sua auto dove l’aveva parcheggiata. Raggiunse un secondo veicolo, probabilmente guidato da un complice. L’intera azione durò pochi minuti ma fu di una precisione chirurgica.

La ricostruzione dell’accaduto fu resa possibile dalle immagini delle telecamere di sicurezza e dalle testimonianze dei presenti. Tutti raccontarono di un’esecuzione pianificata, rapida, senza margini d’improvvisazione.

Non fu una rissa degenerata, né un regolamento di conti improvvisato: fu un omicidio premeditato in pieno stile mafioso, che si era consumato sul lungomare di una città che quella sera voleva solo godersi una partita di calcio.

Omicidio in Spagna: le vittime scozzesi della sparatoria a Fuengirola

Ross Monaghan, 43 anni, ed Eddie Lyons Jr., 46 anni, erano particolarmente noti nel mondo criminale in quanto figure rilievo nell’ambito delle guerre tra clan in Scozia. Monaghan, appartenente alla Lyons Crime Family di Glasgow e proprietario del Monaghans bar spagnolo, era noto alla cronaca dal 2012, quando venne processato – e successivamente assolto – per l’omicidio di Kevin “Gerbil” Carroll, temuto membro della malavita scozzese e membro del clan rivale dei Daniel. Un’accusa pesante che, nonostante l’assoluzione, tenne vivi i sospetti e alimentò desideri di vendetta. Dopo un attentato di cui fu vittima mentre accompagnava la figlia a scuola nel 2017, Monaghan aveva lasciato Glasgow e trovato riparo in Spagna, in quella Costa del Sol spesso considerata rifugio privilegiato dai narcotrafficanti britannici.

Citazione

“La lotta alla criminalità organizzata è molto difficile, perchè la criminalità è organizzata, ma noi no”.

– Antonio Amurri

Al suo fianco, in quell’ultima fuga, c’era Eddie Lyons Jr., altro membro della Lyons Crime Family e sospettato di essere legato al cartello irlandese Kinahan, noto per il traffico internazionale di droga. Anche lui aveva alle spalle una lunga storia di accuse e sparatorie da cui era uscito sempre illeso, almeno fino al 31 maggio 2025.

La loro presenza a Fuengirola non era affatto casuale: non era turismo, ma strategia. La Costa del Sol offriva bel tempo, anonimato e soprattutto protezione da faide che, nel Regno Unito, continuavano a mietere vittime. Eppure, anche quel presunto “paradiso” si rivelò vulnerabile. Qualcuno li aveva trovati. E sparò per ucciderli.

Omicidio in Spagna: le vittime scozzesi della sparatoria a Fuengirola

Ross Monaghan, 43 anni, ed Eddie Lyons Jr., 46 anni, erano particolarmente noti nel mondo criminale in quanto figure rilievo nell’ambito delle guerre tra clan in Scozia. Monaghan, appartenente alla Lyons Crime Family di Glasgow e proprietario del Monaghans bar spagnolo, era noto alla cronaca dal 2012, quando venne processato – e successivamente assolto – per l’omicidio di Kevin “Gerbil” Carroll, temuto membro della malavita scozzese e membro del clan rivale dei Daniel. Un’accusa pesante che, nonostante l’assoluzione, tenne vivi i sospetti e alimentò desideri di vendetta. Dopo un attentato di cui fu vittima mentre accompagnava la figlia a scuola nel 2017, Monaghan aveva lasciato Glasgow e trovato riparo in Spagna, in quella Costa del Sol spesso considerata rifugio privilegiato dai narcotrafficanti britannici.

Al suo fianco, in quell’ultima fuga, c’era Eddie Lyons Jr., altro membro della Lyons Crime Family e sospettato di essere legato al cartello irlandese Kinahan, noto per il traffico internazionale di droga. Anche lui aveva alle spalle una lunga storia di accuse e sparatorie da cui era uscito sempre illeso, almeno fino al 31 maggio 2025.

La loro presenza a Fuengirola non era affatto casuale: non era turismo, ma strategia. La Costa del Sol offriva bel tempo, anonimato e soprattutto protezione da faide che, nel Regno Unito, continuavano a mietere vittime. Eppure, anche quel presunto “paradiso” si rivelò vulnerabile. Qualcuno li aveva trovati. E sparò per ucciderli.

Citazione

“La lotta alla criminalità organizzata è molto difficile, perchè la criminalità è organizzata, ma noi no”.

– Antonio Amurri

Il movente: vendetta trasversale e messaggi di sangue tra clan

Per le autorità spagnole non ci sono dubbi: l’omicidio di Ross Monaghan ed Eddie Lyons Jr. è stato un agguato su commissione, un’esecuzione studiata nei minimi dettagli e inserita nel contesto di una faida criminale che da anni insanguina la Scozia. Le vittime, legate alla Lyons Crime Family di Glasgow, erano nemici storici del potente clan Daniel, rivale diretto nella contesa per il controllo del narcotraffico tra Regno Unito e Spagna. Secondo gli investigatori, il duplice omicidio non è il frutto di un impulso isolato ma il risultato di una vendetta calcolata, orchestrata come parte di un messaggio più ampio da recapitare al mondo del crimine organizzato. 

Il presunto killer, arrestato pochi giorni dopo la sparatoria a Liverpool, è stato identificato come Michael Riley, 44 anni, un affiliato dei Daniel. La polizia ritiene che abbia agito sfruttando informazioni interne – forse provenienti da confidenti o figure corrotte – e con il supporto di una vera e propria squadra logistica. Dalla scelta del luogo all’orario dell’attacco, tutto fa pensare a un’azione meticolosa, destinata a colpire in un momento di apparente vulnerabilità.

Più che una vendetta personale, si tratterebbe di una rappresaglia esemplare: un’esecuzione che oltrepassa i confini nazionali e che intende ristabilire gerarchie, segnando il territorio con il sangue. Un linguaggio brutale ma fin troppo familiare a chi vive nell’ombra del crimine organizzato.

Nonostante i legami con la malavita e le evidenti rivalità tra clan che emergono dall’analisi del caso, le autorità scozzesi hanno dichiarato che “non esiste alcuna evidenza ” che, al momento, suggerisca che la sparatoria sia stata “ordinata e organizzata dalla Scozia”. Intanto, le autorità spagnole hanno chiesto l’estradizione di Riley a seguito dell’arresto a Liverpool.

Ricadute sull’ordine pubblico: Fuengirola epicentro di un allarme europeo

Il duplice omicidio dei due scozzesi a seguito della sparatoria a Fuengirola, in Spagna, ha avuto conseguenze immediate sull’ordine pubblico, facendo esplodere preoccupazioni a livello locale, nazionale e internazionale. La Costa del Sol, da anni crocevia privilegiato per le rotte del narcotraffico, si conferma territorio sensibile alla penetrazione di organizzazioni criminali straniere, che qui trovano una rete consolidata di logistica, riciclaggio e supporto operativo. L’omicidio ha spinto il sindaco della città, Ana Mula, a lanciare un appello urgente al governo spagnolo per ottenere un rafforzamento immediato delle misure di sicurezza e una presenza più visibile delle forze dell’ordine sul territorio.

Come risposta, le autorità spagnole hanno riattivato il “Plan Costa del Sol”, un protocollo interforze che prevede il coordinamento tra Polizia Nazionale, Guardia Civil e polizie municipali, con l’obiettivo di arginare l’escalation di violenza legata al narcotraffico. L’iniziativa include controlli rafforzati, operazioni preventive e sorveglianza dei soggetti ritenuti a rischio, con particolare attenzione agli insediamenti stranieri legati alla criminalità organizzata.

Approfondimento psicologico

Criminalità e identità culturale

Essere membri dei clan scozzesi di Glasgow implica un senso di appartenenza estremo e un codice di lealtà che rende ogni tradimento un pericolo mortale. L’esperienza vissuta in esilio fornisce una tensione psicologica costante, dove paranoia, paura e fiducia mal riposta possono segnare la fine.

L’impatto dell’episodio, tuttavia, travalica i confini spagnoli: la brutalità dell’azione e i nomi coinvolti evidenziano come Fuengirola sia solo una delle tante tessere di un mosaico criminale transnazionale. Un campanello d’allarme che impone nuove strategie di cooperazione giudiziaria e di intelligence a livello europeo, per fronteggiare minacce che non conoscono confini.Contenuto Quarto H2 pt 2.

Ricadute sull’ordine pubblico: Fuengirola epicentro di un allarme europeo

Il duplice omicidio avvenuto a Fuengirola ha avuto conseguenze immediate sull’ordine pubblico, facendo esplodere preoccupazioni a livello locale, nazionale e internazionale. La Costa del Sol, da anni crocevia privilegiato per le rotte del narcotraffico, si conferma territorio sensibile alla penetrazione di organizzazioni criminali straniere, che qui trovano una rete consolidata di logistica, riciclaggio e supporto operativo. L’omicidio ha spinto il sindaco della città, Ana Mula, a lanciare un appello urgente al governo spagnolo per ottenere un rafforzamento immediato delle misure di sicurezza e una presenza più visibile delle forze dell’ordine sul territorio.

Approfondimento psicologico

Criminalità e identità culturale

Essere membri dei clan scozzesi di Glasgow implica un senso di appartenenza estremo e un codice di lealtà che rende ogni tradimento un pericolo mortale. L’esperienza vissuta in esilio fornisce una tensione psicologica costante, dove paranoia, paura e fiducia mal riposta possono segnare la fine.

Come risposta, le autorità spagnole hanno riattivato il “Plan Costa del Sol”, un protocollo interforze che prevede il coordinamento tra Polizia Nazionale, Guardia Civil e polizie municipali, con l’obiettivo di arginare l’escalation di violenza legata al narcotraffico. L’iniziativa include controlli rafforzati, operazioni preventive e sorveglianza dei soggetti ritenuti a rischio, con particolare attenzione agli insediamenti stranieri legati alla criminalità organizzata.

L’impatto dell’episodio, tuttavia, travalica i confini spagnoli: la brutalità dell’azione e i nomi coinvolti evidenziano come Fuengirola sia solo una delle tante tessere di un mosaico criminale transnazionale. Un campanello d’allarme che impone nuove strategie di cooperazione giudiziaria e di intelligence a livello europeo, per fronteggiare minacce che non conoscono confini.

Ricadute sull’ordine pubblico: Fuengirola epicentro di un allarme europeo

Il duplice omicidio avvenuto a Fuengirola ha avuto conseguenze immediate sull’ordine pubblico, facendo esplodere preoccupazioni a livello locale, nazionale e internazionale. La Costa del Sol, da anni crocevia privilegiato per le rotte del narcotraffico, si conferma territorio sensibile alla penetrazione di organizzazioni criminali straniere, che qui trovano una rete consolidata di logistica, riciclaggio e supporto operativo. L’omicidio ha spinto il sindaco della città, Ana Mula, a lanciare un appello urgente al governo spagnolo per ottenere un rafforzamento immediato delle misure di sicurezza e una presenza più visibile delle forze dell’ordine sul territorio.

Come risposta, le autorità spagnole hanno riattivato il “Plan Costa del Sol”, un protocollo interforze che prevede il coordinamento tra Polizia Nazionale, Guardia Civil e polizie municipali, con l’obiettivo di arginare l’escalation di violenza legata al narcotraffico. L’iniziativa include controlli rafforzati, operazioni preventive e sorveglianza dei soggetti ritenuti a rischio, con particolare attenzione agli insediamenti stranieri legati alla criminalità organizzata.

L’impatto dell’episodio, tuttavia, travalica i confini spagnoli: la brutalità dell’azione e i nomi coinvolti evidenziano come Fuengirola sia solo una delle tante tessere di un mosaico criminale transnazionale. Un campanello d’allarme che impone nuove strategie di cooperazione giudiziaria e di intelligence a livello europeo, per fronteggiare minacce che non conoscono confini.

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Criminalità e identità culturale

Essere membri dei clan scozzesi di Glasgow implica un senso di appartenenza estremo e un codice di lealtà che rende ogni tradimento un pericolo mortale. L’esperienza vissuta in esilio fornisce una tensione psicologica costante, dove paranoia, paura e fiducia mal riposta possono segnare la fine.

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