Georgia, donna gravemente ustionata con l’acido a Forsyth Park. Il caso di Ashley Wasielewski

Ashley Wasielewski, donna della Georgia attaccata con l’acido durante una passeggiata al parco, ha riportato gravi ustioni. Si cerca il colpevole.

Foto di Jessica Furtney su Unsplash. Immagine modificata da Fiabe Noir (filtro tinta unita verde).

Attacco con l’acido a Savannah (Georgia): Ashley Wasielewski, 46 anni, è stata gravemente ustionata durante una passeggiata. Si cerca il colpevole.

10 dicembre 2025, Savannah. Era sera ma Forsyth Park era illuminato come sempre. I passanti camminavano nel parco senza fretta, alternandosi tra passi lenti e rituali quotidiani. Tra quei passanti c’era anche Ashley Wasielewski, una donna della Georgia come tante che venne attaccata con l’acido da uno sconosciuto durante la sua passeggiata serale.

L’aggressione, ritenuta casuale dagli investigatori, ha trasformato un gesto ordinario in violenza estrema, improvvisa, senza spiegazioni immediate. Wasielewski, entrata in contatto con il liquido corrosivo, ha riportato gravi ustioni. Il caso ha sconvolto la città, generando shock tra la popolazione. Intanto, le indagini sono in corso. Al momento, tuttavia, il colpevole non è ancora stato identificato.

 

Georgia, donna attaccata con l’acido: l’aggressione a Forsyth Park

Nella serata del 10 dicembre 2025, Ashley Wasielewski, 46 anni, stava passeggiando a Forsyth Park dopo aver partecipato a un evento natalizio in chiesa. Non era la prima volta che frequentava il parco. Era, infatti, una routine consolidata, un gesto serale che non aveva mai rappresentato un rischio.

Secondo le ricostruzioni, l’aggressione si è verificata poco dopo il tramonto, lungo uno dei vialetti perimetrali del parco. D’un tratto, mentre camminava, la vittima ha percepito la presenza di un’ombra alle sue spalle. Quando si è voltata, un uomo le si è avvicinato con uno scatto ferino, lanciandole addosso un liquido corrosivo. Inizialmente, Wasielewski aveva pensato che si trattasse di acqua. Pochi secondi dopo, però, il dolore aveva attraversato tutto il suo corpo, diventando insopportabile. I vestiti avevano cominciato a dissolversi, la pelle a bruciare.

Le urla della donna squarciarono presto silenzio del parco. Un passante intervenne immediatamente, chiamando i soccorsi. Polizia e servizi di emergenza arrivarono in pochi minuti ma l’aggressore era già fuggito, lasciando dietro di sé solo una vittima disperata e il panico.

Gli investigatori che si stanno occupando del caso hanno subito classificato l’accaduto come un attacco non provocato. La donna della Georgia attaccata con l’acido non conosceva il suo aggressore, hanno dichiarato. Intanto, mentre si indaga sul colpevole del gesto, l’assalto ha tramutato improvvisamente Forsyth Park da luogo di incontro e normalità a scena di un crimine senza volto.

 

I primi soccorsi

Subito dopo l’aggressione, Ashley Wasielewski ha reagito d’istinto. Corse verso la strada più vicina, sperando nell’aiuto delle poche persone presenti. Il dolore era insopportabile e le urla avevano richiamato l’attenzione di un passante che chiamò immediatamente il 911.

I testimoni interrogati dalle autorità hanno descritto scene di panico: la vittima tentava di sciacquarsi con l’acqua dei rubinetti pubblici e dei laghetti del parco. Ma le sostanze corrosive avevano già provocato ustioni di secondo e terzo grado su oltre la metà del corpo. Nonostante la gravità delle ferite riportate, l’arrivo tempestivo dei soccorritori ha salvato la vita della donna, evitando danni ulteriori. Wasielewski ha ricevuto le prime cure sul posto, poi è stata trasportata d’urgenza in un centro specializzato in ustioni ad Augusta.

Il figlio della vittima, Westley Wasielewski, è stato contattato da un testimone che stava tentando di aiutare sua madre. Ha raccontato di aver udito le urla di dolore, l’incredulità e la paura che trasparivano dalle parole del testimone.

 

Donna della Georgia attaccata con l’acido: l’indagine su Ashley Wasielewski

Dopo l’aggressione, Ashley Wasielewski si è trovata suo malgrado al centro di un’indagine serrata. Mentre la donna della Georgia attaccata con l’acido veniva ricoverata ad Augusta, la polizia di Savannah, insieme all’FBI, aveva cominciato a raccogliere ogni filmato disponibile da telecamere di sorveglianza, videocitofoni e smartphone dei residenti del quartiere. L’obiettivo era identificare l’uomo che, senza apparente motivo, aveva versato la sostanza corrosiva sul corpo di Ashley.

Gli investigatori hanno ricostruito ogni possibile percorso del sospetto, analizzando il parco e le aree circostanti tra le 19:00 e le 20:30 del 10 dicembre. Il sospetto è stato descritto come un uomo con felpa nera e jeans scuri ma al momento non è ancora stato formalmente identificato. Nel tentativo di velocizzare e smuovere le indagini, le autorità hanno offerto una ricompensa di 5.000 dollari a chi avesse fornito informazioni utili, aprendo anche una piattaforma digitale per l’invio di foto e video.

Il caso della donna attaccata con l’acido in Georgia ha suscitato un’attenzione crescente tra i media locali e nazionali. La comunità sta partecipando emotivamente alla vicenda, condividendo aggiornamenti, messaggi di solidarietà e appelli a chi possa avere notizie sull’aggressore.

 

Caso Ashley Wasielewski: la risposta della comunità

La vicenda di Ashley Wasielewski, la donna della Georgia attaccata con l’acido durante una passeggiata al parco, ha spinto autorità e cittadini a riflettere sulla sicurezza nei luoghi pubblici. Dopo l’aggressione del 10 dicembre, il sindaco di Savannah, Van Johnson, ha sottolineato l’importanza di garantire protezione nelle aree frequentate dai residenti mentre la polizia ha intensificato le pattuglie nei parchi cittadini.

Il supporto alla vittima, invece, si è concretizzato rapidamente: amici e conoscenti hanno lanciato una raccolta fondi su GoFundMe, raggiungendo più di 260.000 dollari per le cure mediche di Ashley. La donna dovrà affrontare trattamenti complessi: innesti cutanei, interventi chirurgici e terapie di riabilitazione per le ustioni di secondo e terzo grado che coprono oltre metà del suo corpo.

Il caso Wasielewski ha messo in luce la vulnerabilità dei cittadini e l’importanza di una collaborazione tra comunità e forze dell’ordine per prevenire atti simili.

L’aggressione resta tutt’ora senza movente apparente ma la solidarietà collettiva e la mobilitazione immediata hanno evidenziato come un episodio tragico possa trasformarsi in un momento di coesione sociale, offrendo alla vittima sostegno e attenzione continua.

 


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