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Cos’è la dissociazione e perché può diventare un detonatore psichico nei delitti estremi e nei crimini violenti.
La mente può proteggerci dal trauma separando pensiero ed emozione. Ma cosa succede quando questa difesa naturale diventa un rischio per sé e per gli altri? Esiste una connessione profonda tra la dissociazione e i delitti estremi, un legame inquietante che ha interessato sia la criminologia che la psicologia clinica.
La dissociazione è un meccanismo di difesa psicologico che comporta un’interruzione della continuità tra pensieri, emozioni, percezioni e identità. La persona dissocia una parte dell’esperienza dalla coscienza. Questo meccanismo può riguardare il tempo, il corpo, la memoria, il senso del sé.
Nel linguaggio psicologico, la dissociazione a cui si fa riferimento in questo contesto è di tipo psicotraumatico e non va confusa con la dissonanza cognitiva.
Mentre la dissonanza cognitiva descrive il disagio mentale che nasce da idee o valori in conflitto tra loro, la dissociazione psicotraumatica è un processo difensivo della mente che si attiva in risposta a esperienze estremamente stressanti o traumatiche. È come se la coscienza “si spezzasse” per permettere alla persona di sopravvivere emotivamente a ciò che sta vivendo.
Esistono diverse forme cliniche di dissociazione psicotraumatica:
La dissociazione può essere temporanea e legata a eventi stressanti oppure parte di un quadro patologico più complesso.
Nel contesto criminale, la dissociazione è stata riscontrata in alcuni autori di crimini violenti. Non si tratta di una giustificazione ma di una spiegazione possibile per certi stati mentali alterati al momento dell’azione. Alcuni soggetti affermano di “non ricordare” l’atto, altri parlano di “essersi sentiti spettatori di sé stessi”.
“La dissociazione può essere vista come una strategia adattiva estrema: quando la realtà è troppo dolorosa da sopportare, la mente trova un modo per evaderla”.
– Giuseppe Sartori, neuropsicologo forense
Questi racconti appaiono in casi di:
Una dissociazione profonda può interferire con il senso di responsabilità morale o con la capacità di percepire le conseguenze dell’atto.
Nel contesto criminale, la dissociazione è stata riscontrata in alcuni autori di crimini violenti. Non si tratta di una giustificazione ma di una spiegazione possibile per certi stati mentali alterati al momento dell’azione. Alcuni soggetti affermano di “non ricordare” l’atto, altri parlano di “essersi sentiti spettatori di sé stessi”.
Questi racconti appaiono in casi di:
Una dissociazione profonda può interferire con il senso di responsabilità morale o con la capacità di percepire le conseguenze dell’atto.
“La dissociazione può essere vista come una strategia adattiva estrema: quando la realtà è troppo dolorosa da sopportare, la mente trova un modo per evaderla”.
– Giuseppe Sartori, neuropsicologo forense
Il trauma è uno dei principali fattori scatenanti della dissociazione. Molte persone che sviluppano disturbi dissociativi hanno subito abusi infantili, violenza sessuale o hanno vissuto eventi catastrofici. In questi casi, la mente si dissocia per “proteggere” il soggetto dal dolore immediato.
Nel lungo periodo, però, questa scissione può diventare patologica e, in rari casi, contribuire a comportamenti estremi se non trattata.
Sono numerosi i casi giudiziari in cui è emersa la dissociazione come tema centrale. La questione è stata affrontata, ad esempio, nei casi di:
Se l’argomento è stato affrontato in queste circostanze, bisogno però precisare che non tutti questi casi sono accertati dal punto di vista clinico. Mostrano, tuttavia, come la dissociazione abbia un ruolo rilevante anche nei tribunali.
Non tutte le persone con sintomi dissociativi sono pericolose. Al contrario, spesso sono vittime di traumi e vivono una sofferenza invisibile. È importante distinguere tra casi clinici e rappresentazioni stereotipate. La dissociazione spiega alcune dinamiche interiori, ma non è mai l’unica causa di un comportamento estremo.
Sono numerosi i casi giudiziari in cui è emersa la dissociazione come tema centrale. La questione è stata affrontata, ad esempio, nei casi di:
Non tutte le persone con sintomi dissociativi sono pericolose. Al contrario, spesso sono vittime di traumi e vivono una sofferenza invisibile. È importante distinguere tra casi clinici e rappresentazioni stereotipate. La dissociazione spiega alcune dinamiche interiori, ma non è mai l’unica causa di un comportamento estremo.
Se l’argomento è stato affrontato in queste circostanze, bisogno però precisare che non tutti questi casi sono accertati dal punto di vista clinico. Mostrano, tuttavia, come la dissociazione abbia un ruolo rilevante anche nei tribunali.
Sono numerosi i casi giudiziari in cui è emersa la dissociazione come tema centrale. La questione è stata affrontata, ad esempio, nei casi di:
Se l’argomento è stato affrontato in queste circostanze, bisogno però precisare che non tutti questi casi sono accertati dal punto di vista clinico. Mostrano, tuttavia, come la dissociazione abbia un ruolo rilevante anche nei tribunali.
Non tutte le persone con sintomi dissociativi sono pericolose. Al contrario, spesso sono vittime di traumi e vivono una sofferenza invisibile. È importante distinguere tra casi clinici e rappresentazioni stereotipate. La dissociazione spiega alcune dinamiche interiori, ma non è mai l’unica causa di un comportamento estremo.
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