Dissociazione: cos'è e che ruolo gioca nei delitti estremi

cos'è la dissociazione

Cos’è la dissociazione e perché può diventare un detonatore psichico nei delitti estremi e nei crimini violenti.

Tempo di lettura 7 minuti

La mente può proteggerci dal trauma separando pensiero ed emozione. Ma cosa succede quando questa difesa naturale diventa un rischio per sé e per gli altri? Esiste una connessione profonda tra la dissociazione e i delitti estremi, un legame inquietante che ha interessato sia la criminologia che la psicologia clinica.

Cos’è la dissociazione

La dissociazione è un meccanismo di difesa psicologico che comporta un’interruzione della continuità tra pensieri, emozioni, percezioni e identità. La persona dissocia una parte dell’esperienza dalla coscienza. Questo meccanismo può riguardare il tempo, il corpo, la memoria, il senso del sé.

Nel linguaggio psicologico, la dissociazione a cui si fa riferimento in questo contesto è di tipo psicotraumatico e non va confusa con la dissonanza cognitiva.

Mentre la dissonanza cognitiva descrive il disagio mentale che nasce da idee o valori in conflitto tra loro, la dissociazione psicotraumatica è un processo difensivo della mente che si attiva in risposta a esperienze estremamente stressanti o traumatiche. È come se la coscienza “si spezzasse” per permettere alla persona di sopravvivere emotivamente a ciò che sta vivendo.

Esistono diverse forme cliniche di dissociazione psicotraumatica:

  • Depersonalizzazione: sentirsi staccati dal proprio corpo;
  • Derealizzazione: percepire il mondo come irreale;
  • Amnesia dissociativa: perdita di memoria collegata a un evento traumatico;
  • Identità dissociativa: convivenza di due o più personalità distinte.

La dissociazione può essere temporanea e legata a eventi stressanti oppure parte di un quadro patologico più complesso.

Quando la dissociazione è legata ai delitti estremi

Nel contesto criminale, la dissociazione è stata riscontrata in alcuni autori di crimini violenti. Non si tratta di una giustificazione ma di una spiegazione possibile per certi stati mentali alterati al momento dell’azione. Alcuni soggetti affermano di “non ricordare” l’atto, altri parlano di “essersi sentiti spettatori di sé stessi”.

Citazione

“La dissociazione può essere vista come una strategia adattiva estrema: quando la realtà è troppo dolorosa da sopportare, la mente trova un modo per evaderla”.

– Giuseppe Sartori, neuropsicologo forense

Questi racconti appaiono in casi di:

  • omicidi familiari o passionali;
  • delitti compiuti sotto stress post-traumatico;
  • serial killer con storie di abusi infantili e disconnessione emotiva.

Una dissociazione profonda può interferire con il senso di responsabilità morale o con la capacità di percepire le conseguenze dell’atto.

Quando la dissociazione è legata ai delitti estremi

Nel contesto criminale, la dissociazione è stata riscontrata in alcuni autori di crimini violenti. Non si tratta di una giustificazione ma di una spiegazione possibile per certi stati mentali alterati al momento dell’azione. Alcuni soggetti affermano di “non ricordare” l’atto, altri parlano di “essersi sentiti spettatori di sé stessi”.

Questi racconti appaiono in casi di:

  • omicidi familiari o passionali;
  • delitti compiuti sotto stress post-traumatico;
  • serial killer con storie di abusi infantili e disconnessione emotiva.

Una dissociazione profonda può interferire con il senso di responsabilità morale o con la capacità di percepire le conseguenze dell’atto.

Citazione

“La dissociazione può essere vista come una strategia adattiva estrema: quando la realtà è troppo dolorosa da sopportare, la mente trova un modo per evaderla”.

– Giuseppe Sartori, neuropsicologo forense

Dissociazione e trauma: un legame invisibile

Il trauma è uno dei principali fattori scatenanti della dissociazione. Molte persone che sviluppano disturbi dissociativi hanno subito abusi infantili, violenza sessuale o hanno vissuto eventi catastrofici. In questi casi, la mente si dissocia per “proteggere” il soggetto dal dolore immediato.

Nel lungo periodo, però, questa scissione può diventare patologica e, in rari casi, contribuire a comportamenti estremi se non trattata.

Cos’è la dissociazione: esempi reali

Sono numerosi i casi giudiziari in cui è emersa la dissociazione come tema centrale. La questione è stata affrontata, ad esempio, nei casi di:

  • Billy Milligan(USA): accusato di rapine e stupri, fu uno dei primi casi in cui fu riconosciuta legalmente la presenza di Disturbo dissociativo dell’identità;
  • Annalisa Durante(Italia): la giovane vittima di camorra i cui assassini parlarono di un blackout mentale al momento dello sparo;
  • Issei Sagawa(Giappone): il “cannibale di Parigi”, affermò di aver vissuto l’omicidio come in stato di alterazione profonda.

Se l’argomento è stato affrontato in queste circostanze, bisogno però precisare che non tutti questi casi sono accertati dal punto di vista clinico. Mostrano, tuttavia, come la dissociazione abbia un ruolo rilevante anche nei tribunali.

Approfondimento psicologico

Non tutte le persone con sintomi dissociativi sono pericolose. Al contrario, spesso sono vittime di traumi e vivono una sofferenza invisibile. È importante distinguere tra casi clinici e rappresentazioni stereotipate. La dissociazione spiega alcune dinamiche interiori, ma non è mai l’unica causa di un comportamento estremo.

Cos’è la dissociazione: esempi reali

Sono numerosi i casi giudiziari in cui è emersa la dissociazione come tema centrale. La questione è stata affrontata, ad esempio, nei casi di:

  • Billy Milligan(USA): accusato di rapine e stupri, fu uno dei primi casi in cui fu riconosciuta legalmente la presenza di Disturbo dissociativo dell’identità;
  • Annalisa Durante(Italia): la giovane vittima di camorra i cui assassini parlarono di un blackout mentale al momento dello sparo;

Approfondimento psicologico

Non tutte le persone con sintomi dissociativi sono pericolose. Al contrario, spesso sono vittime di traumi e vivono una sofferenza invisibile. È importante distinguere tra casi clinici e rappresentazioni stereotipate. La dissociazione spiega alcune dinamiche interiori, ma non è mai l’unica causa di un comportamento estremo.

  • Issei Sagawa(Giappone): il “cannibale di Parigi”, affermò di aver vissuto l’omicidio come in stato di alterazione profonda.

Se l’argomento è stato affrontato in queste circostanze, bisogno però precisare che non tutti questi casi sono accertati dal punto di vista clinico. Mostrano, tuttavia, come la dissociazione abbia un ruolo rilevante anche nei tribunali.

Cos’è la dissociazione: esempi reali

Sono numerosi i casi giudiziari in cui è emersa la dissociazione come tema centrale. La questione è stata affrontata, ad esempio, nei casi di:

  • Billy Milligan(USA): accusato di rapine e stupri, fu uno dei primi casi in cui fu riconosciuta legalmente la presenza di Disturbo dissociativo dell’identità;
  • Annalisa Durante(Italia): la giovane vittima di camorra i cui assassini parlarono di un blackout mentale al momento dello sparo;
  • Issei Sagawa(Giappone): il “cannibale di Parigi”, affermò di aver vissuto l’omicidio come in stato di alterazione profonda.

Se l’argomento è stato affrontato in queste circostanze, bisogno però precisare che non tutti questi casi sono accertati dal punto di vista clinico. Mostrano, tuttavia, come la dissociazione abbia un ruolo rilevante anche nei tribunali.

Approfondimento psicologico

Non tutte le persone con sintomi dissociativi sono pericolose. Al contrario, spesso sono vittime di traumi e vivono una sofferenza invisibile. È importante distinguere tra casi clinici e rappresentazioni stereotipate. La dissociazione spiega alcune dinamiche interiori, ma non è mai l’unica causa di un comportamento estremo.

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